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L’esposto del Wwf sull’ampliamento della cava di Lentella

laterliteDifficile valutare quanto abbia influito  sul parere non favorevole espresso dal Comitato CCR-VIA regionale sul progetto di ampliamento della cava di Lentella avanzato dalla società Laterlite, comunque il Wwf Abruzzo ha dato notizia di aver presentato un esposto due settimane fa proprio sull’argomento per via di “incontrovertibili e serie criticità ambientali e procedurali sull’ampliamento della cava”.
“L’Associazione – viene spiegato in un comunicato – ha evidenziato una serie di importanti e oggettive criticità che riguardano il progetto che prevede l’ampliamento della cava con circa 2,6 milioni di metri cubi di escavo. Si fa presente che nel 2010 era stato già bocciato dal comitato VIA un precedente intervento proposto dall’azienda. Solo durante l’iter procedurale, controllando le foto aeree, i funzionari regionali si erano accorti (evidentemente non era emerso nella documentazione prodotta dall’azienda), che una parte consistente del materiale, circa 300.000 metri cubi, era stato già estratto in maniera, secondo il Comitato VIA, abusiva! La ditta stessa presentò all’inizio del 2011 una richiesta di Valutazione in Sanatoria per tale estrazione. Una procedura, quella della sanatoria ex post, la cui legittimità è quantomeno dubbia. La Corte di Giustizia Europea e la Cassazione Penale hanno espressamente negato questa eventualità per le opere già realizzate poiché le valutazioni ambientali devono per legge essere condotte nella fase progettuale preliminare. Il perito nominato dalla regione ha accertato per questo escavo un guadagno per la Ditta di 970.000 euro. Nonostante una diffida inviata già allora dal WWF, nel 2012 il Comitato VIA rilasciò il parere positivo in sanatoria comminando una multa di soli 48.950 euro perché la ditta non era “recidiva”. Evidentemente il comitato VIA non può essere certo tacciato di mantenere un atteggiamento punitivo per l’azienda. Inoltre, in quella prima procedura era emerso che, al contrario di quanto affermato dalla Ditta negli studi depositati, l’area è sottoposta a vincolo idrogeologico. Più recentemente – continuano dal Wwf Abruzzo – l’Autorità di Bacino ha addirittura chiarito che la zona proposta per la cava è stata classificata nel Piano di Bacino del Trigno come sito ad elevato rischio di frane. È vero che il piano è stato solo adottato e non approvato ma la sostanza non cambia ai fini delle valutazioni ambientali perché evidenzia l’estrema fragilità di quella porzione di territorio in cui si vuole scavare materiale per 2.600.000 mc. In Italia si parla di dissesto quando accadono tragedie; si vuole fare chiacchiere sulla prevenzione della frane oppure si vuole esercitarla concretamente?”
Per quanto riguarda invece le problematiche legate al rischio di perdita di posti di lavoro, come emerso nei giorni scorsi dopo le denunce dei sindacati, il Wwf “ritiene che la capacità di fare impresa e di creare posti di lavoro sia strettamente connessa alla sostenibilità e congruità degli interventi rispetto all’ambiente e alle norme preposte alla sua conservazione. Solo così si tutelano veramente i diritti e la salute dei lavoratori. La Germania, notoriamente più rispettosa delle disposizioni ambientali, ha un’economia che funziona meglio della nostra. Quindi non si risolvono i problemi evitando il confronto sulle importanti ed oggettive criticità emerse nella procedura di V.I.A. per promuovere un fuorviante ed inutile dibattito ambiente-lavoro”.

n.l.

  • wwf-laterlite
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