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Botta e risposta a distanza tra Paolucci e Rifondazione

laterliteAncora divisi Partito Democratico e Rifondazione Comunista sulle recenti problematiche emerse in merito al parere “non favorevole” all’ampliamento della cava di Lentella dello stabilimento Laterlite.
Dopo un primo comunicato di Rifondazione Comunista, il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, aveva precisato: “Il Pd è impegnato in prima linea perché l’Abruzzo scelga con convinzione la strada dello sviluppo sostenibile e controllato nel rispetto delle normative. E questo può avvenire anche a Lentella. Non ci piace, invece, la gara a chi si mostra più integralista degli altri: non vogliamo che si giochi sulla pelle di lavoratori e imprese, e non ci piace neppure quando lo fa Rifondazione comunista”.
“La burocrazia che umilia il diritto alla velocità delle imprese – aveva sostenuto Paolucci – è una delle grandi questioni che appesantiscono la crisi sociale ed economica del Paese e della nostra comunità territoriale. Cinque anni per una pratica sono davvero troppi per questa ed altre vicende. Il compito della burocrazia è trovare le soluzioni in tempi rapidi. Pertanto l’invito è che si faccia presto, si apportino le modifiche necessarie, la burocrazia garantisca rapidità e si dia la possibilità ad un intero territorio di evitare una crisi occupazionale che in questo momento storico sarebbe insostenibile”.
Pronta la replica di Rifondazione Comunista che attraverso le parole del segretario regionale Marco Fars e del responsabile regionale per il settore Lavoro, Carmine Tomeo, tornano al contrattacco: “Il segretario regionale del Pd, Paolucci, pare essere stato toccato sul vivo dal comunicato di Rifondazione Comunista. Quello che non coglie (o evita di cogliere) Paolucci, è che Rifondazione non fa gare di integralismo. Molto semplicemente con il nostro intervento su Laterlite abbiamo (tra l’altro) citato una oggettiva verità politica: Rifondazione Comunista, con Maurizio Acerbo in consiglio regionale, ha tentato di regolare anche in Abruzzo l’escavazione del territorio, visto che l’Abruzzo, caso più unico che raro, attende un piano cave da 30 anni (!) mentre sono attive quasi 600 cave!”.
Un tentativo che per gli esponenti del PRC è stato sacrificato: “Prima, con un colpo di spugna, è stata abolita la moratoria sulle cave, grazie alla complicità di PDL e PD (forse per un effetto collaterale da larghe intese, chissà!); poi è stata affidata la redazione del piano cave ad Assomineraria”.
“Di quale sviluppo sostenibile sta blaterando Silvio Paolucci?” si chiedono Fars e Tomeo. “Il progetto di ampliamento della cava di Laterlite presenta una serie di importanti e oggettive criticità ambientali e per la sicurezza, tant’è che l’area proposta per l’ampliamento è classificata nel Piano di bacino del Trigno come sito ad elevato rischio di frane. Il progetto di ampliamento così come presentato è oggettivamente inaccettabile proprio ai sensi della legge, se poi per sviluppo sostenibile Paolucci intende invece ‘sostegno allo sviluppo qualunque esso sia’ lo chiarisca rispondendo nel merito della questione. Altrimenti potremmo essere indotti a pensare che l’avvicinarsi della campagna elettorale per le regionali faccia prendere posizioni quantomeno azzardate”.

n.l.

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