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Il PD catalizza l’estate politica vastese – parte 1

D_Adamo_Della_GattaA movimentare la stagione politica vastese non vi sono soltanto l’Italia dei Valori a caccia di una ritrovata identità e il Popolo della Libertà in cerca dei  meccanismi adatti a ritrovare una unità perduta nell’ultimo decennio. A smuovere le acque è soprattutto la diatriba intestina al Partito Democratico che ha trasversalmente coinvolto tutto il vastese. I malumori per quel che è successo dopo le politiche  e per quel che dovrà succedere in vista delle regionali si sono manifestati in tutta la loro crudezza riportando in auge le diverse espressioni e correnti che insistono all’interno di un calderone in cui, evidentemente, non si è mai trovata l’amalgama giusta, una affezione che è comune, comunque, a tutte quelle progettualità politiche originatesi dalla voglia di giungere a quel bipolarismo puro e reale culturalmente irraggiungibile nel nostro Paese. Dopo la grande crisi dell’avvento Socialista, risolta da grande stratega dal sindaco Luciano Lapenna, dopo le esternazioni di Domenico Molino che hanno lasciato un segno profondo, ad animare il dibattito sono state le dimissioni, anche polemiche, di uno dei vecchi saggi del PD vastese, Nicolangelo D’Adamo che aveva sbattuto la porta non senza alzare la voce anche contro i giovani “omologati” che gestiscono il partito a Vasto.

A lui ha risposto Nicola Della Gatta, vice coordinatore cittadino, che non ha gradito la posizione dell’ex presidente del partito: “Spiace la decisione del professor D’Adamo di dimettersi da presidente del Pd di Vasto – scrive Della Gatta – Spiace soprattutto che, tra i motivi della sua scelta, egli indichi, per la segreteria locale, un rischio di omologazione alle linee politiche del partito regionale. Personalmente – sottolinea – ritengo di non essere omologabile ad alcuna persona o progetto che non si identifica con il bene di Vasto e del suo territorio. Il partito, ad ogni livello, sta attraversando una fase molto difficile della sua storia, in cui paga l’incapacità di trasmettere la propria visione di futuro, perché troppo impegnato a dividersi sulle persone piuttosto che unirsi sulle idee. Non mi stancherò mai di pensare che la missione del Pd sia quella di comprendere ogni disagio, metterlo al centro di un confronto democratico e superarlo”.

Le conclusioni di Della Gatta: “Il vero rinnovamento sta tutto qui e può realizzarsi solo se ciascuno è pronto a fare la sua parte: per questo invito il professor D’Adamo a ritirare le dimissioni ed offrire il proprio contributo ad un dibattito sereno che rafforzi il nostro partito e lo spinga a rispondere con determinazione alle istanze della nostra comunità”.

Dunque, nel PD vastese esiste anche un confronto generazionale netto tra i giovani timonieri e la vecchia guardia di cui D’Adamo, Aloè, Nocciolino, Iarussi e altri rappresentano i pilastri, così come tra le anime più radicali e quelle più moderate confluite nelle proposte renziane. Sarà un’estate bollente, perché proprio D’Adamo aveva posto l’accento sull’appiattimento del PD vastese sulle posizioni delle guide regionali (vedi Legnini, Paolucci e Di Giuseppe) lasciando presagire una ferma opposizione in sede congressuale.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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