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La Sasi dichiara guerra ai morosi

Sasi10 milioni di euro: a tanto ammonterebbero le morosità che deve fronteggiare la Sasi, l’azienda che gestisce il sistema idrico integrato in gran parte della provincia teatina. I vertici aziendali hanno pertanto di deciso di dichiarare guerra ai cosiddetti cattivi pagatori, circa 10mila persone che da sempre hanno fatto orecchie da mercante alle varie sollecitazioni ricevute, adottando un provvedimento estremo: mettere i sigilli ai contatori dell’acqua in assenza di un riscontro positivo da parte del contribuente all’ultimo avviso che verrà inviato da un legale, operazione che graverà il debito di ulteriori 100 euro.

La decisione della Sasi non poteva non sollevare polemiche accese. Ci si chiede se non fosse necessario fare un distinguo tra la morosità volontaria e quella dovuta, magari, all’incedere permanente della crisi che non consentirebbe materialmente di saldare il proprio debito; se non fosse possibile adottare una misura parziale come la limitazione della portata del 75% come avviene già in molte parti d’Italia; se sia giusto far pesare sui debiti contratti con l’azienda altri 100 euro per le spese legali piuttosto che rimandare ai propri uffici le pratiche di recupero crediti.

Tutte questioni legittime sulle quali anche il Cda della Sasi dovrà riflettere e sulle quali ci aspettiamo una presa di posizione chiara anche dei sindaci dei comuni asserviti dall’azienda idrica.

Lu. Spa.

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