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Progetto per Vasto chiede al primo cittadino di lasciare

Un’iniziativa senza precedenti”: così Massimo Desiati, leader di Progetto per Vasto, ha definito la campagna di iniziativa popolare che il suo movimento civico ha messo in piedi per chiedere le dimissioni di Luciano Lapenna e della sua Amministrazione. L’incontro di stamane nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città non è stato focalizzato sulla recente crisi di maggioranza, cui peraltro il coordinatore di PpV Valerio Ruggeri ha dedicato poche sprezzanti battute “C’è un limite alla decenza” oppure “siamo alle comiche finali”, ma sulla iniziativa che ha preso corpo ben prima della crisi, come ha chiarito Andrea Bischia, e che ne anticipa un’altra “costruens” in programma a luglio e incentrata, da quanto è stato possibile desumere, su amministrazione finanziaria e reperimento fondi.

Dimissioni del Sindaco. Un atto d’amore per Vasto”, questo il titolo della raccolta firme, che ha già raggiunto le 200 adesioni e che proseguirà per almeno un mese, per la quale Desiati e C. hanno chiamato a raccolta anche le altre forze di opposizione “perché questa è la discriminante tra chi fa opposizione vera e chi fa opposizione di facciata“. Sappiamo che contatti vi sono stati con Fratelli d’Italia e un tentativo di dialogo anche col Movimento 5 Stelle, staremo a vedere; soprattutto, però, PpV chiede “il sostegno della città e dei suoi cittadini”. Una campagna che verrà portata avanti con l’affissione di 150 manifesti e alla quale si potrà aderire apponendo la propria firma presso la sede del movimento in via S. Michele, dal martedì al venerdì dalle 19.00 alle 20.00; presso alcuni esercizi commerciali oppure sul sito www.firmiamo.it.

Per Desiati “non è soltanto un atto politico o una attività movimentista, ma un’iniziativa con contenuti, un atto di denuncia” e presenta un cahiers de doléances in cui sono racchiusi in ben 26 punti quello che definisce l’immobilismo dell’Amministrazione di centrosinistra: “tutti i cittadini si possono riconoscere in queste problematiche o almeno in una di esse sia nella amministrazione ordinaria che nella grande programmazione” dice Desiati, che poi li snocciola uno per uno (e li potrete leggere nel documento allegato in calce all’articolo, ndr) non lesinando attacchi ben mirati come quando ha definito l’attribuzione dell’assessorato all’Urbanistica a Luigi Masciulli come una punizione.
Battute al curaro anche per il  “Mese del brodetto vastese” e il “Vasto Film Festival”, “che se non sono motivo di richiamo non hanno senso” e poi sui Servizi Sociali “hanno detto che i soldi da parte del Comune resteranno gli stessi, ma hanno ridotto il personale e quindi non sarà così”; quindi il Parco delle Lame, la cui situazione di abbandono abbiamo denunciato anche sul nostro giornale, che “al mattino è una discarica di rifiuti in attesa di essere smaltiti”. Altro capitolo dolentissimo le discariche abusive e la dispersione di liquami per i quali Desiati, puntando il dito sulle zone a ovest della circonvallazione istoniense, cita la situazione del vallone Maltempo, che scende fino alla riserva naturale, e nel quale anche i privati aprono i rubinetti delle fosse biologiche per evitare quella tracciabilità dei liquami richiesta dalla legge.

Ancora più duro l’attacco dell’ex candidato sindaco all’Informagiovani, che dovrebbe costituire anche e soprattutto un luogo in cui si incontrano giovani e imprenditori in una sorta di borsa lavoro tra domanda e offerta e che, invece, è troppo spesso soffocato dai partiti; e all’ex assessore ai Lavori pubblici Marra, cui rinfaccia il fatto che lo sfalcio dell’erba all’altezza degli accessi al mare non dovrebbe essere considerata un’opera straordinaria così come persistono ancora accessi ostruiti dalla recinzione di villette private.

Capitolo piste ciclabili con la denuncia della scomparsa di quella della Lebba e, poi, la questione TARES. “L’Amministrazione – dice Desiati – ha inventato una delibera in cui si chiede l’anticipo della Tares. L’obbligo non c’è, come hanno risposto a una mia domanda esplicita in Consiglio comunale, anche perché non esiste la cogenza della normativa nazionale sulla tassa. I soldi saranno usati per pagare gli stipendi. Serve solo a fare cassa. Nessuna normativa prevede 2 versamenti immediati per acconti.”

Infine gli obiettivi dell’iniziativa: “puntiamo a raccogliere 1000 firme, ma se fossero anche 800 sarebbe uguale, perché è talmente forte il disagio dei cittadini nei confronti di questa Amministrazione. Sarà uno strumento di pressione popolare che speriamo possa convincere il sindaco di quanto la stanchezza si sia impadronita di questa Amministrazione con la conseguente diminuzione della passione necessaria a governare una città. Chiediamo, quindi, al sindaco un atto d’amore firmando le sue dimissioni”

Rincara la dose Andrea Bischia “L’iniziativa è nata da tutta una serie di lamentele e di verifiche dei problemi esistenti. In Consiglio comunale ti rispondono al momento, ma, poi, concretamente non fanno nulla. È una forma di superficialità e di disinteresse nei confronti della città e delle sue problematiche”.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

INIZIATIVA PPV.pdf

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