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Salone del Libro di Torino, l’Abruzzo tra i protagonisti

libroÈ iniziata con la presentazione del libro “Londra 2060. Fra il grigio e il verde” di Roberto Carlo Deri, edizioni Nocturna, l’attività culturale nello stand della Regione Abruzzo per la XXVI edizione del Salone internazionale del Libro in programma a Torino fino a lunedì 20 maggio. I 115 metri quadrati dello spazio espositivo sono stati divisi in quattro aree, di cui una dedicata alla presentazione dei libri e ai convegni, un’altra per il desk di accoglienza e infine due piccole aree dedicate rispettivamente alle opere di Gabriele D’Annunzio e un’altra invece dove sono collocati i libri delle 47 case editrici abruzzesi ospiti dello stand.
A visitare “Stand Abruzzo” anche il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, che ha approfittato dell’occasione per riportare l’attenzione sulla difficile situazione dell’Aquila: “Lo Stato italiano – ha sottolineato Sabatini – non può permettersi l’eliminazione di una città come L’Aquila. Noi corriamo il rischio che questa città venga eliminata; qui il rischio non è la lunghezza della complessa partita della ricostruzione, ma l’eliminazione di una città. Attualmente è come se fosse cancellata. Ora come non mai dobbiamo stare vicino al’Aquila e dobbiamo promuovere la vera ricostruzione della città”. Il professor Sabatini, originario di Pescocostanzo, ha anche parlato della presenza di Gabriele D’Annunzio al Salone del Libro: “È l’anno di D’Annunzio ed è giusto che venga celebrato e presentato sotto tanti aspetti, dalla vicenda personale, a quella letteraria, fino ai carteggi e mi sembra che la testimonianza dannunziana qui al Salone del Libro sia essenzialmente documentale e metta in evidenza le diverse angolazioni della personalità di D’Annunzio”.
Riguardo a D’Annunzio, inoltre, l’assessore regionale alle Politiche culturali, Luigi De Fanis, ha annunciato che “abbiamo intenzione in occasione dell’importante ricorrenza dei 150 anni dalla nascita del Vate di avviare un programma culturale che coinvolga il territorio e le scuole della regione. Non vogliamo, insomma, che questa importante presenza a Torino sulla figura di D’Annunzio rimanga un fatto isolato che non produca effetti nella nostra regione”.

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