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Cotir: ancora benzina sul fuoco. Situazione al collasso.

cotirAll’assessore alle politiche agricole, Mauro Febbo, che aveva sminuito l’intervento del consigliere Caramanico sulla questione dei problemi inerenti la gestione del Cotir, sono stati gli stessi dipendenti del Consorzio a controbattere a quelle affermazioni definite provocatorie. Secondo i lavoratori la delibera approvata dalla Giunta e richiamata dallo stesso Febbo sbloccherebbe fondi che non sarebbero in grado di garantire la totale copertura delle undici mensilità di stipendi arretrati e l’anticipo delle spese per la realizzazione dei progetti finanziati. Partendo da questi presupposti i lavoratori lamentano la necessità di indebitarsi per finanziare le attività di ricerca e di come l’assessore parli del principio che i centri di ricerca devono camminare con le proprie gambe “ben sapendo che i progetti, anche quelli finanziati al 100% comportano l’anticipazione di un parte dei costi da parte del beneficiario, in quanto l’erogazione del finanziamento è subordinata alla dimostrazione dell’avvenuto pagamento delle spese sostenute”.

In risposta a queste affermazioni di Febbo, i dipendenti del Cotir chiedono, invece, che il sostegno finanziario della Regione, previsto nella Convenzione bilaterale Regione_Abruzzo – COTIR del 1996, non venga cancellato, ma, anzi, assicurato e trovandone adeguata copertura sul bilancio regionale. “Non esistono – dicono – in Italia e nel mondo centri di ricerca con finalità pubblica, quale il COTIR, che vivono esclusivamente di finanziamenti da parte di terzi e le ragioni le abbiamo già spiegate”.

Non poteva mancare la nota polemica sulla spending review che, secondo gli interessati, investe il Consorzio, ma non le figure istituzionali  come “i 10 consiglieri del CdA, i 3 revisori dei conti ed i consulenti che continuano, inesorabilmente a rimanere al loro posto ed a percepire le indennità (presidente e due vice presidenti), i gettoni di presenza oltre al rimborso spese”.

Alla luce della evidente volontà di optare per la Cassa integrazione per i dipendenti, questi chiedono a gran voce che, invece, si imbocchi la strada del reperimento di fondi necessari a cofinanziare progetti di ricerca in essere e futuri, minacciando di adoperare qualunque mezzo loro consentito per portare avanti iniziative ostative alla scelta scellerata di tagliare le ali ai Centri di ricerca.

 

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