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Il governo Monti approva una nuova concessione alla Petroceltic

ScreenshotProprio ieri abbiamo riportato l’allarme lanciato dal WWF sul via libero definitivo dato dal comitato VIA nazionale ad Ombrina Mare 2 e subito è maturato un intervento del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che ha voluto ribadire la contrarietà propria e della sua Amministrazione al progetto della Medoilgas: ”la Via è un fatto endoprocedimentale di tipo ambientale e che, quindi, la relativa autorizzazione al progetto dovrà darla il Ministero per lo Sviluppo economico (Mise). In ogni caso – ha precisato Governatore – continueremo a tenere ferma la posizione di assoluta contrarietà a questo progetto e percorreremo tutte le strade possibili, politiche e di giustizia amministrativa, per scongiurare l’ipotesi di realizzazione di “Ombrina Mare.

E se non fosse ancora abbastanza torna in auge un nuovo incubo a firma Petroceltic.  Secondo i comunicati stampa trasmessi agli investitori della ditta irlandese Petroceltic, come ci fa sapere la nota ricercatrice ambientalista MariaRita D’Orsogna, il 4 aprile 2013, il governo centrale ha approvato la concessione BR 272 EL per l’esplorazione petrolifera fra Ortona e Pescara.

Sarebbe un’area di circa 475 chilometri quadrati quella interessata dalla concessione appena ricordata in cui verrà attuata una campagna di ricerca già nei prossimi mesi attraverso la controversa tecnica dell’airgun che dovrebbe consentire la mappatura del giacimento denominato “Turchese” che viene descritto ad alta potenzialità.

Le conferme giungono proprio dal Ceo della Petroceltic, Brian O’Cathain, che agli investitori ha ribadito che  dichiara ai suoi investitori: “Il permesso BR 272 EL dà del valore aggiunto al nostro portafoglio in Adriatico, visto che è direttamente adiacente ed ha le stesse caratteristiche del giacimento Elsa. Siamo interessati a lavorare con i Ministeri addetti per iniziare le operazioni sismiche in questa zona di alta potenzialità”.

O’Cathain si spinge anche oltre in perfetta sintonia con quanto regalato alla nostra regione dai ministri montiani Passera e Clini con la SEN: “La Petroceltic è pienamente impegnata ad operare in un modo rispettoso dell’ambiente in tutte le sue operazioni e continuerà a lavorare con tutti i suoi partners e portatori di interesse per dare supporto alla Strategia Energetica Nazionale con l’obiettivo di raddoppiare la produzione di gas e di petrolio in Italia entro il 2020”.

Detto che, come ricorda la D’Orsogna, il testo della concessione non riporta alcun parere della Regione Abruzzo (cose che ci sembrano già sentite), ma solo quello positivo per le proprie competenze della Capitaneria di Porto di Ortona, il rischio è di ritrovarsi con un nuovo impianto del tutto simile a Ombrina dinanzi le coste pescaresi-teatine. L’unico fattore positivo, nel caso di specie, è che ci si trova di fronte ad una fase procedurale iniziale per cui sarebbe più facile, evidentemente far valere le proprie ragioni da parte di tutti gli enti, Regione, Provincia e Comuni in primis, e sodalizi coinvolti  per bloccare questa visione scellerata del futuro energetico delle nostre zone, senza dimenticare che l’Abruzzo già produce energia superiore al proprio fabbisogno del 32%.

Lu. Spa.

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