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“In questo mezzo sonno”: tre giorni dedicati a Vittorio Sereni

UDA-QUIRICONI-MANIFESTO-35X50Tre giornate di studio e riflessioni saranno dedicate al poeta Vittorio Sereni dal 22 al 24 aprile 2013 nell’Auditorium del Rettorato presso l’università “Gabriele d’Annunzio“ di Chieti, con il convegno “In questo mezzo sonno.  Vittorio Sereni, la poesia e altro”.

Il convegno è organizzato nell’ambito delle attività della cattedra di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, diretta dal prof. Giancarlo Quiriconi per il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali, e celebra la ricorrenza del centenario della nascita del poeta  (Luino 1913 –Milano 1983).

La partecipazione al convegno darà la possibilità di conseguire 1 Cfu (credito formativo).

I lavori inizieranno il pomeriggio di oggi lunedì 22 aprile alle 15,30 con i saluti di Stefano Trinchese, direttore DILASS, alla presenza di Silvio Ramat, saggista e poeta italiano, e si svolgerà il pomeriggio di lunedì, l’intera giornata di martedì e terminerà la mattina di mercoledì 24.

Le attività parallele svolte da Vittorio Sereni, di saggista, narratore e traduttore, verranno  messe in evidenza dai relatori nel corso del Convegno a completare una fisionomia centrale della cultura del secondo Novecento. Interverranno docenti universitari da ogni parte d’Italia, come da programma dettagliato (controllabile cliccando qui o scaricando l’allegato).

Vittorio Sereni è uno dei maggiori poeti del secondo novecento insieme a Mario Luzi e Giorgio Caproni – spiega il professore Giancarlo Quiriconi – La sua opera poetica (Frontiera 1941, Diario d’Algeria 1947, Gli strumenti umani 1965, Stella variabile 1981) è paradigmatica di altrettante tappe della cultura e della creatività letteraria italiane nel cuore degli eventi storici, segnati dallo scorcio cupo e minaccioso del ventennio fascista, dall’esperienza bellica, dalla contraddittorietà tra euforia e disforia dei primi decenni post-bellici, fino alla disseminazione, già in qualche misura, post-capitalistica e post-industriale degli anni Settanta e seguenti. A questa opera costante di sguardo in profondo sulla condizione dell’uomo nelle sue articolazioni storiche, Sereni perviene anche attraverso l’elaborazione di una lingua poetica capace di modificare nel tempo i propri statuti, fino ad attestarsi con assoluta originalità attraverso un impasto timbrico e immaginativo sempre in bilico tra la suggestione della prosa e il risentimento lirico, tra melodia e spezzature, in una scansione del discorso ora fluida ora inceppata, a indicare il difficile accertamento della verità del mondo e dell’identità dell’io

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