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Partecipazione civile contro l’oppressione delle mafie

caravana-antimafie - 10È quella di Vasto l’unica tappa abruzzese della Carovana Antimafie organizzata a livello nazionale dalle associazioni Arci, Libera e Avviso Pubblico. Per l’incontro vastese, oltre alle locali sezioni delle associazioni, è stata impegnata anche la Consulta giovanile e l’amministrazione comunale.
La Carovana, formata da Dario De Benedetto e Marco Cortesi, ha incontrati i ragazzi dell’Istituto “Palizzi”, nell’Aula magna della scuola, insieme all’assessore vastese Marco Marra, al presidente della Consulta giovanile Francesco del Viscio, il responsabile dell’Arci, Lino Salvatorelli ed esponenti del mondo sindacale della Cgil.
“L’operaio conosce cento parole, il padrone mille, per questo è lui il padrone.” In questa frase di don Milani il nocciolo del tema proposto ai ragazzi del “Palizzi” questa mattina dai relatori, per evidenziare il valore della conoscenza anche nell’ambito della lotta alle mafie, le quali sfruttano e vivono nell’ignoranza e nella passività di chi “si lascia vivere”, senza prendere posizione, senza impegnarsi per la collettività
“Ogni mattina – ha sottolineato il presidente della Consulta giovanile, Francesco del Viscio, – scegliamo cosa fare, che vestiti indossare e come fare colazione, ma se non scegliamo anche da che parte stare, ci sarà sempre qualcuno che prima di noi avrà già deciso che non possiamo realizzarci come avremmo voluto, cercando di costringerci alla passività e al disimpegno.”
Anche il dirigente dell’Istituto, il dottor Gaetano Fuiano, ha puntato l’attenzione sull’impegno civile e la competenza che, come si può evincere dalla citazione di don Milani, è la base per la lotta all’illegalità, compresa quella mafiosa.
Dai rappresentanti sindacali, invece, l’appello a non lasciare sole le aziende confiscate alle mafie, ma aiutarle a sopravvivere e ad essere competitive nella legalità, e questo non sempre avviene. Spesso vengono lasciate a sopravvivere per qualche tempo, dando la sponda alla mentalità mafiosa che si inserisce nel tessuto sociale con rivendicazioni tipo “con noi lavoravi, è arrivato lo stato e sei disoccupato”. Per spezzare questa “logica malata” occorre un’attenzione particolare alle aziende che vengono sottoposte all’intervento della magistratura, per tutelare quei lavoratori onesti, estranei al regime di illegalità portato eventualmente avanti dall’azienda.
Un altro punto fondamentale, richiamato dal responsabile dell’Arci, Lino Salvatorelli, è quello dell’utilizzo dei beni confiscati alle mafie. La legge c’è è molti sono i beni sequestrati, purtroppo poi l’effettivo utilizzo viene spesso ostacolato da una burocrazia lenta. L’assessore Marra, a tal proposito, ha riassunto la situazione della villa sequestrata a Vasto e affidata al comune: “La struttura ha bisogno di interventi per farla diventare adatta per una Casa Famiglia, com’è nei progetti del comune; risolto questo aspetto potremmo predisporre il bando per l’affidamento”.

n.l.

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