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Il M5S abruzzese dice no alla petrolizzazione

Blundo_EnzaAlla vigilia della manifestazione pescarese in programma domani a partire dalle 15.30 contro la petrolizzazione dell’Adriatico, si susseguono incessanti gli interventi contro la realizzazione di Ombrina Mare 2. L’ultimo in ordine di tempo viene ancora una volta dagli attivisti del Movimento 5 Stelle, che chiariscono lo stato attuale delle cose dal proprio punto di vista comunque contrario all’impianto. A parlare, stavolta, è la neo-senatrice abruzzese Enza Blundo e lo fa attraverso un comunicato diramato alla stampa in cui ribadisce che “i parlamentari abruzzesi, da quando si sono insediati, sono impegnati per una battaglia importantissima: fermare il progetto Ombrina mare 2, ovvero il più grande impianto estrattivo dell’Adriatico”.

A tal proposito ricorda che “gli eletti al senato Castaldi e Blundo hanno presentato un’interrogazione orale e successivamente la cittadina senatrice Rosetta Enza Blundo ha presentato un disegno di legge come prima firmataria per chiedere la modifica dell’art. 6 comma 17 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, per modificare la legislazione vigente, nel senso di limitare la possibilità di eseguire prospezioni in area marina in prossimità delle coste, che è stato condiviso con altri portavoce al Senato del M5S riguardo numerose richieste di similari interventi nei loro territori”.

La Blundo coglie l’occasione anche per riassumere in breve gli aspetti della vicenda ed i rischi correlati alla realizzazione di Ombrina Mare 2 secondo i dati statistici raccolti nel corso degli anni dalla OIL and GAS UK, l’organizzazione no-profit di Westminster fondata nel 2007 per rappresentare le grandi compagnie e le PMI britanniche impegnate nel settore estrattivo e di approvvigionamento di petrolio offshore e gas.

Basandosi sui dati statistici registrati dalla OIL and GAS UK – ha detto la Blundo – sulle strutture di estrazione britanniche del Mare del Nord, si rischierebbero come minimo almeno quattro incidenti l’anno tra incendi, esplosioni e sversamenti, dati che, conteggiati per i 24 anni in cui la piattaforma e la FSPO sarebbero in funzione, vorrebbero dire in tutto 68 perdite in mare ed una ventina di incendi. La situazione attuale non è per niente facile: da una parte c’è un decreto interministeriale (Ministero dell’Ambiente e Ministero per i beni e le attività Culturali) di VIA (valutazione impatto ambientale) e dall’altra il parere negativo del la Regione Abruzzo sulla procedura di VIA. A fronte di tali contrasti il 7 marzo 2013, presso il Ministero dello Sviluppo economico si è tenuto un incontro sul progetto Ombrina Mare 2 e la decisione finale è stata quella di procedere ad un approfondimento del progetto e del suo impatto sul territorio e sull’economia dell’area chietina”.

Infine, la “cittadina” (come amano definirsi i grillini eletti) Blundo ricorda che: “la realizzazione della piattaforma avrebbe come conseguenza immediata il depauperamento del patrimonio naturalistico e paesaggistico con pesanti ricadute sull’economia dell’intera regione. La manifestazione che si terrà a Pescara il 13 aprile ore 15.30 è un’occasione per ribadire ai ministeri che la costa abruzzese va difesa contro gli interessi delle compagnie petrolifere.”

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