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Febbo: sì alle eccellenze abruzzesi, no al petrolio

Febbo_MauroPer tanto tempo abbiamo sentito da più parti criticare l’atteggiamento attendista della Regione Abruzzo sulle vicende correlate alle autorizzazioni per attività di prospezione ed estrazione lungo le coste adriatiche teatine. Oggi, dopo i continui successi del mondo agro-alimentare abruzzese, registriamo l’intervento chiaro e netto dell’assessore regionale alle politiche agricole Mauro Febbo che integralmente riportiamo.

Dopo il grande successo della 47° edizione del Vinitaly e Sol appena terminati, è normale che l’attenzione si concentri sugli exploit del vino e dell’olio abruzzese, dei milioni di ettari coltivati in modo biologico e dell’alta qualità dei prodotti tipici. Il tutto miscelato con le nostre radici e all’attenzione nell’uso intelligente del territorio, fanno del nostro paesaggio agrario una risorsa imprescindibile per uno sviluppo ecosostenibile.

E non è una sorpresa, il volto che viene fuori è quello di un’agricoltura che non solo vince la scommessa sulla qualità ma cresce legandosi ad antichi saperi, all’innovazione, alla ricerca e occupando quote aggiuntive di mercato. Oggi i numeri raccontano una storia nuova. In questo momento di grave crisi per il paese, l’agricoltura di qualità sta registrando il più elevato aumento nel numero di lavoratori, soprattutto giovani, con un incremento del 3,6% (fonte Coldiretti) e l’export dell’agroalimentare aumenta anno dopo anno. Infatti, dopo diversi anni di stallo, oggi possiamo affermare che l’agricoltura abruzzese è tornata ad essere la pietra miliare della nostra economia.

Grande è stato lo sforzo, in questi anni, che con il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Abruzzo ho voluto fornire alle imprese agricole e di trasformazione delle misure concrete a sostegno degli investimenti e di azioni agroambientali con il fine di promuovere lo sviluppo endogeno e sostenibile dei territori, con l’obiettivo di sostenere la multifunzionalità e la diversificazione delle attività agricole, puntando sullo sviluppo integrato con la costa.

Dopo il raggiungimento di questa grande scommessa, con la fatica ed il duro lavoro di tanti, con tutte le risorse stanziate, non possiamo permettere che il nostro territorio venga condannato a Regione petrolchimica, a dispetto degli interessi economici e della volontà del territorio.

Da sempre mi sono impegnato, unitamente alla Giunta Regionale, e adoperato, sia come Presidente della Provincia di Chieti sia come Assessore regionale alle Politiche agricole, a valorizzare il nostro paesaggio affinché potesse ancora di più essere attrattivo favorendo opportunità di sviluppo, di lavoro e di rilancio, attraverso un’economia ecosostenibile e, soprattutto, rendere l’Abruzzo una nostra regione più bella e vivibile da consegnare alle generazioni future.

Oggi l’agricoltura, in Abruzzo e nella provincia di Chieti, è il settore primario e nel mio mandato il Governo regionale è riuscito a mettere in campo progettualità, azioni ed investimenti tali da migliorare un territorio e renderlo capace di essere protagonista a livello nazionale e mondiale. L’Abruzzo è terra di numerose eccellenze, tipicità e meravigliosi luoghi che devono continuare ad essere il pilastro della crescita e sviluppare un’economica diffusa, per tutti.

Pertanto resta fermo l’impegno mio e della Regione nello scongiurare l’installazione di qualsiasi raffineria a mare, che costituisce una negatività sul bel percorso finora costruito.

Ieri contro il Centro oli di Ortona, oggi contrari al progetto di Ombrina2 e Spectrum. Dobbiamo lavorare insieme con le istituzioni tutte, affinché si possa continuare il percorso intrapreso per mantenere il nostro territorio, con il nostro mare, un’identità fruibile da vivere e far conoscere: un brand di qualità che non può essere il petrolio!

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