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Consorzio di Bonifica Sud nel caos

diga di chiauciSe lo aspettavano in tanti ed ora è scoppiata: la bomba Consorzio Bonifica Sud è stata innescata. A denunciare forte preoccupazione circa il futuro delle attività del consorzio che gestisce il sistema irriguo nei bacini Moro, Sangro, Sinello e Trigno sono le associazioni di categoria maggiormente interessate alla questione e che rappresentano il mondo agricolo di vastese e frentania, ovvero Coldiretti, CIA e Copagri della provincia di Chieti, mondo agricolo che ha già dovuto assistere alle dimissioni dei propri rappresentanti dalla Deputazione Consortile alla luce della mancata collegialità all’interno dell’Organismo dirigente e la conseguente impossibilità ad operare. A rischio le forniture idriche all’agricoltura indispensabili soprattutto a partire dal 1° aprile e la cui assenza metterebbe con le spalle al muro un settore già pesantemente penalizzato da molteplici problemi.

Collegialità, trasparenza, gestione oculata e servizi adeguati a fronte dei canoni corrisposti dagli utenti sono le condizioni imprescindibili per ridare credibilità – affermano i tre sodalizi congiuntamente –  funzionalità ed efficacia al Consorzio e soprattutto garantire un servizio irriguo che dovrà essere necessariamente erogato a partire dal 1° Aprile”.

Ecco perché Coldiretti, CIA e Copagri scendono sul piede di guerra di fronte ad una situazione che genera perplessità e nubi nere sul futuro prossimo di un settore strategico, quale quello agricolo, annunciando iniziative ed azioni in difesa degli interessi delle aziende agricole ad esse associate.

Se dovessimo, però, riflettere sulla situazione ci verrebbero in mente le parole del sindaco Luciano Lapenna, che, in un Consiglio comunale in cui si dibatteva anche del circolo ricreativo di S. Antonio Abate ricadente su proprietà del Consorzio, sollevò più di un dubbio sul futuro vastese dell’Ente. Secondo il primo cittadino, infatti, la Regione sarebbe pronta ad un trasferimento della sede del Consorzio di Bonifica Sud da Vasto in Val di Sangro dismettendone anche i beni con procedure di vendita. Un’eventualità, smentita allora piccatamente dall’assessore al ramo agricolo Mauro Febbo, che, però, potrebbe essere una delle concause del caos e dell’immobilismo che stanno ingessando  l’attività dell’Ente.

 Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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