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Torna in aula il notaio Litterio

tribunale di VastoNuovo round giudiziario per il notaio Camillo Litterio, oggi di nuovo in aula dinanzi al procuratore capo Francesco Prete. Dopo che è decaduta l’accusa per corruzione, il professionista originario di Castiglione Messer Marino dovrà difendersi da quella di peculato. Secondo l’accusa, infatti, il Litterio si sarebbe appropriato di una somma pari a 500mila euro sborsati dai propri clienti e che avrebbe dovuto versare all’Erario per il pagamento delle imposte relative agli atti notarili, un’accusa che il notaio ha sempre ribattuto sostenendo di aver trattenuto quanto contestatogli solo temporaneamente.

Quello che si celebra oggi è un nuovo capitolo di una vicenda che ha lasciato la città attonita e che ha visto Litterio al centro di provvedimenti di varia natura che hanno contemplato il sequestro, da parte delle Fiamme Gialle, di 157mila euro in contanti nel suo studio, attiguo all’abitazione di via XXIV Maggio; e poi, dal momento che Litterio vantava debiti verso l’Erario, la cui entità venne stimata dall’Agenzia delle Entrate in 1milione ed 800mila euro, vennero posti sotto sequestro anche 11 sue abitazioni. Litterio, inoltre, è rimasto agli arresti domiciliari dal 14 ottobre 2010 al 20 gennaio 2011 quando il suo avvocato difensore, Giovanni Cerella, è riuscito ad ottenere la sua remissione in libertà.

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