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PD: al Ruzzi si respirava voglia di vittoria

pd-plateaSi è chiusa ieri sera la campagna elettorale del Partito Democratico nella città di Vasto con un duplice vento: il primo, con la presenza del senatore Franco Marini, si è consumato nella sede dei candidati del vastese in viale Perth; il secondo, allietato dalle note del gruppo musicale di Mimmo Locasciulli, all’interno di un Politeama Ruzzi pieno di gente. Partiamo dal principio, però, ovvero da quella sede in via Perth nella quale Marini era già stato anche alla vigilia delle scorse comunali. Dopo il ringraziamento di rito di Angelo Pollutri, è stato il sindaco Luciano Lapenna ad introdurre l’intervento del senatore con un breve ma puntuale discorso che ribadirà poi, più tardi, anche sotto i riflettori del Ruzzi.  “Vasto è una città che vuole bene a Marini – ha detto il primo cittadino – In questi anni di malgoverno del centrodestra io ho avuto bisogno di fare numerosi incontri a Roma per provare a risolvere questioni importanti e Marini è sempre stato pronto a fissarmi appuntamenti ed incontri. È stato vicino  a me, a noi a questa città. Marini ci porta fortuna perché da quando è venuto qui alla vigilia delle prime comunali non incontro_mariniabbiamo più perso in questa città nessuna competizione elettorale importante. Ed anche stavolta – ha chiosato Lapenna – mi auguro che riusciremo a cogliere il risultato che vogliamo tenendo ben presente che nonostante il clima positivi non dobbiamo dare nulla per scontato. In realtà sono due i risultai da conseguire: 1, l’elezione di Maria Amato che pare raggiunta; 2, l’elezione di ben 4 senatori del Partito Democratico con Angelo (Pollutri, ndr) in posizione utile per eventuali incarichi”. Infine un richiamo forte all’identità del partito che ha fatto scelte democratiche, l’unico, così come è l’unico che non ha bisogno di mettere il nome del candidato premier sul simbolo proprio perché ha una propria identità certa.

L’intervento di Marini è stato particolarmente duro nei confronti del Cavaliere e non poteva essere altrimenti: “Forse a quest’ora i giochi sono fatti ed a Roma si dice che il PD è davanti – ammette con un sorriso il senatore – La freccia di franco mariniBerlusconi deve essere caduta in un canale. Berlusconi non è abruzzese ma la testa dura ce l’ha; dovrebbe essere uno statista, vista l’esperienza maturata in questi 20 anni, ma come tale non dovrebbe mettere in discussione l’interesse del Paese”. Ed ancora: “ In Europa c’è preoccupazione per le elezioni in Italia; anzi, c’è più preoccupazione per le elezioni italiane che per i grandi temi della crisi economica e finanziaria; ma l’Italia avrà un governo solido che aiuterà anche l’Europa ad uscire dalla crisi. Berlusconi sa che alla Camera non ce la può fare e concentra i suoi sforzi per paralizzarci al Senato”

Non poteva mancare la ormai “solita” parentesi su Grillo: “Il fenomeno Grillo è tutto da valutare, ma si tratta di puro qualunquismo. Alla fine deve accettare un minimo di razionalità e cominciare a dare delle risposte a partire dal problema principale di questo Paese che è il lavoro; ma lui non accetta di rispondere ad alcun quesito perché non è in grado di dare risposte”.

Poi il richiamo al voto utile rivolto alle sinistre estreme che sottraggono con le loro scelte alla coalizione di centrosinistra voti utili ad arginare il progetto berlusconiano pur sapendo che non otterranno alcun senatore. Marini si spinge fino ad una richiesta di voto dissociato tra Camera e Senato.  Infine Marini ha sancito un’apertura ad un’alleanza con Monti, Fini e Casini.

pd-palcoLa serata si è chiusa al Politeama Ruzzi dove a farla da padroni sono stati i candidati al Parlamento Maria Amato ed Angelo Pollutri. Sul palco il segretario cittadino Antonio Del Casale, il capogruppo in Consiglio comunale Francesco Menna, il sindaco Luciano Lapenna, il responsabile regionale Silvio Paolucci che hanno inteso ribadire quanto già sottolineato da Marini e Lapenna nell’incontro del pomeriggio. In particolare Paolucci ha voluto sottolineare vari passaggi che distinguono le scelte del centrosinistra da quelle del maria-amatocentrodestra.

L’intervento di una Maria Amato visibilmente commossa di fronte all’affetto della sua gente ha “umanizzato” la serata riportando in auge i temi di questa campagna a lei cari. A cominciare dal riassetto del sistema sanitario e della rete assistenziale pesantemente penalizzati da una scellerata e scriteriata politica di tagli attuati dal governo nazionale e regionale. E poi la scuola ed il lavoro, che garantiscono la crescita e lo sviluppo di un Paese.

Sulla stessa linea d’onda anche Angelo Pollutri, vero deus ex machina di questa campagna elettorale del PD vastese, il quale ha sottolineato come la politica buona sia frutto di scelte necessarie, ma consapevoli; l’importanza delle politiche angelo-pollutrienergetiche alternative  con un fermo no alla petrolizzazione dell’Adriatico ed all’acido cloridrico (progetto Recogen, ndr); il ruolo fondamentale dei Comuni come spina dorsale del Paese che andrebbero rivalutati  e non sminuiti, magari impedendo a consiglieri ed  assessori di svolgere la propria attività e spingendo verso lo spopolamento delle aree interne come le scelte berlusconiane e montiane hanno lasciato presagire .

Tutta la giornata, poi, ha trovato un unico filo conduttore: la volontà dichiarata di portare candidati del vastese all’interno del Parlamento e quella di voler riconquistare il governo della Regione Abruzzo, come se con gli eventi di ieri significassero sì la chiusura della campagna parlamentare, ma anche l’inizio di quella regionale in una sorta di passaggio del testimone.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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