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Abruzzo, ristorazione in crisi

ristoranteIl saldo è negativo: nei primi sei mesi dell’anno 2012 ben 426 ristoranti hanno chiuso l’attività a fronte di 227 nuovi esercizi aperti. Tutte e quattro le provincie abruzzesi evidenziano saldi negativi. Roberto Chiavaroli, presidente dell’associazione provinciale dei ristoratori aderenti alla FIPE/Confcommercio Pescara dichiara in proposito: “I dati non fanno altro che confermare quello che noi ristoratori sappiamo da tempo e che stiamo scontando sulla nostra pelle. Purtroppo, la crisi economica ha reso ancora più grave una situazione già critica da anni, anche a causa dei crescenti costi indotti dalla necessità di adeguarsi ai nuovi obblighi normativi in termini di sicurezza e personale e dall’aumento delle materie prime. A ciò va aggiunto – continua Chiavaroli – i margini di redditività che sono sempre più stretti in quanto a fronte dei maggiori costi non abbiamo potuto alzare i prezzi proprio a causa della forte crisi che ha ridotto di parecchio la capacità di spesa della clientela”. La crisi economica imperante e le liberalizzazioni hanno finito con l’aggravare ulteriormente le difficoltà del settore. Anche perché ha creato una concorrenza al ribasso che si riflette nel forte turn-over che caratterizza il mondo della ristorazione dove quelli che si improvvisano sono davvero tanti. “Il nostro settore può ancora dare soddisfazioni, dice ancora Chiavaroli, ma ci vuole tanta competenza, passione e capacità di sacrificio per emergere ed affermarsi”.

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