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Trigno: tornano nella norma i valori, ma sormontano le polemiche

Resta uno dei nodi importanti da dirimere in questo frangente e sta creando non pochi problemi ad imprese e cittadini comuni: l’allarme sull’inquinamento da fenoli del fiume Trigno  nei pressi di Lentella sembra rientrato, ma al Regione Abruzzo tarda ad emanare la determina indispensabile per tornare alla potabilizzazione delle acque e mettere fine ai profondi disagi che stanno attanagliando le industrie di Piana S. Angelo, costrette a ricorrere all’intervento delle autobotti gestite dalla Protezione civile Valtrigno, e i cittadini di San Salvo e dintorni. Dopo che il COASIV  aveva presentato un’istanza per attingere acqua direttamente dalla traversa di S. Giovanni Lipioni senza ottenerne un indispensabile rapido riscontro, finalmente le ultimi analisi sui campioni prelevati hanno aperto uno squarcio nella insalubrità del corso molisano-abruzzese. Alcune questioni, però, restano al pettine: innanzitutto ci si chiede perché se la quantità di fenoli è stata riscontrata fuori norma, o peggio, in misura tale da rendere l’acqua inutilizzabile addirittura per le docce, nei prelievi del 23 novembre si è giunti alla sospensione della potabilizzazione solo il 22 gennaio? A sollevare la questione, che ci trova perfettamente in sintonia, è stata oggi anche la sezione del WWF Frentania e Costa teatina che ha lamentato come il Trigno sia periodicamente oggetto di “momenti” di inquinamento inspiegabili dal dicloroetano del 2000-2002, all’arsenico del 2011 fino ai fenoli di oggi. Il WWF chiede di fare chiarezza e di informare i cittadini dello stato del fiume Trigno e delle eventuali cause di inquinamento, ricordando che le direttive europee impongono la sanificazione dei fiumi italiani che devono avere uno status di buono entro il 2015. Inoltre predisporrà nei prossimi giorni un accesso agli atti presso l’ASL e l’ARTA, pronta ad intervenire successivamente lì dove sarà possibile per sollecitare interventi di salvaguardia del fiume Trigno e i diritti dei cittadini. Noi rimarchiamo ancora una volta, ed a malincuore, le lungaggini burocratiche che hanno omesso di tutelare rapidamente i cittadini e impedito, adesso, la normalizzazione della situazione; l’incapacità od impossibilità di giungere a definire i colpevoli e punirli in modo esemplare.

Luigi Spadaccini

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