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ASL: dopo Zavattaro pronta la riconferma per Budassi

Se la Regione Abruzzo ha optato per la riconferma di Francesco Zavattaro alla guida della ASL 02, quest’ultimo sembra aver trovato l’accordo per la riconferma di Amedeo Budassi nel ruolo di direttore sanitario. L’incontro chiarificatore che avrebbe messo le basi per il nuovo contratto da controfirmare nei prossimi giorni è avvenuto stamane poco dopo le 10 e 30 nello studio del direttore generale. Alla fine bocche cucite, ma i volti sorridenti lasciavano trasparire una omogeneità di intenti che verrà ratificata a breve.

Superati quindi gli ostacoli relativi alla spending review che impedirebbe la riconferma di un pensionato nel posto precedentemente occupato, ma tale norma riguarderebbe solo il personale assunto e non i contratti manageriali; ed anche quelli relativi all’impossibilità di nomina per gli ultrasessantacinquenni dal momento che Budassi non ha ancora superato tale fatidica soglia. Per la ASL Chieti-Lanciano-Vasto si prospetta, dunque, un altro quinquennio a guida Zavattaro-Budassi, avverso la gestione dei quali molte sono state le voci di protesta levatesi soprattutto nel vastese.

Non ultima quella del consigliere regionale Giuseppe Tagliente sulla riduzione delle tipologie di analisi ed orari di apertura del laboratorio del S. Pio. Toni pesanti e minacciosi quelli usati da Tagliente nei confronti soprattutto di Zavattaro: “A dieci giorni circa dalla riconferma, il Direttore Generale della Asl, Francesco Zavattaro, non ha ritenuto di dover revocare la delibera n.1932 del 19 12. 2012, con cui è stato disposta la cosiddetta riorganizzazione dei laboratori di analisi. Evidentemente la mia richiesta, ma soprattutto le preoccupazioni e le lamentele degli operatori e dell’utenza non lo hanno convinto. A lui preannuncio quindi, ove non dovesse recedere da questo atteggiamento, azioni clamorose in difesa dell’ospedale. Se nei prossimi giorni non vedrò nessun segnale di ravvedimento mi vedrò costretto ad una occupazione simbolica dell’ospedale ed a ricorrere alla Magistratura perché valuti se si ravvisino nel predetto atto aziendale, gli estremi di un’interruzione di pubblico servizio”.

Luigi Spadaccini

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