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Nessuno sversamento in Adriatico

immagine dimostrativa

Allarme rientrato almeno per ora. La chiazza accumulatasi vicino l’area giacimentale Rospo Mare secondo la Edison, comproprietaria dell’impianto insieme alla Eni, dalle analisi approfondite sui campioni prelevati sarebbe stata costituita solo da materiale organico, fango e residui di vegetazione. Quindi non vi sarebbe stato alcuno sversamento di greggio nell’Adriatico. A fare luce sulla vicenda sono stati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la sede societaria in quel di Pescara, Nicola Monti, direttore della sezione idrocarburi, e Giovanni Di Nardo, responsabile delle operazioni. L’iridescenza avvistata dalla Capitaneria di Porto e dalla quale è scaturita la prima fase di contenimento dell’emergenza sarebbe stata dovuta alle particolari condizioni di visibilità notturna. Questa verità spiegherebbe anche il perché, a soli 15 ore dal lanciato allarme, non vi siano più tracce di quella macchia nelle acque antistanti le coste tra Abruzzo e Molise. Sulla paventata ipotesi che il Comune di Termoli adisca le vie legali per chiedere un risarcimento per danni ambientali, i due manager hanno risposto a muso duro chiedendo come possa essere possibile non esistendo alcun danno ambientale. Infine, sulle fotografie mostrate dal WWF riportanti gabbiani sporchi di petrolio hanno ipotizzato che i volatili si possano essersi sporcati in altre zone magari più a Nord. Intanto si continua a vigilare nella speranza che questa sia la realtà delle cose.

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