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Discarica del Civeta. Chiesti dissequestro e messa in sicurezza

La messa in sicurezza della discarica –  che nelle scorse settimane è andata a fuoco per la terza volta nel giro di un anno – e il dissequestro parziale dell’impianto per consentire ai comuni consorziati di conferire i rifiuti. Il gruppo consiliare “Insieme per Cupello” torna alla carica e chiede la convocazione dell’assemblea civica per discutere ed approvare un ordine del giorno con cui si dà mandato alla sindaca Graziana Di Florio e alla giunta comunale di presentare una apposita istanza alla Procura della Repubblica di Vasto. Il presupposto è che l’impianto del Civeta non dispone di un efficiente sistema di videosorveglianza e che le telecamere installate all’ingresso non funzionano. Tale circostanza è venuta a galla dopo l’ultimo rogo sul quale indagano i vigili del fuoco e i carabinieri del Noe.

“Lo scorso 2 giugno si è verificato il terzo incendio, nell’arco di un anno, sulla terza discarica sotto sequestro gestita dalla Cupello Ambiente, con ripercussioni  e danni per tutto il territorio”, è la premessa di  Camillo D’Amico, Marco Antenucci e Angelo Pollutri,tale incendio, per il quale non sono ancora state chiarite le dinamiche, ha fatto emergere carenze di gestione e controllo, tra cui la presenza di telecamere non funzionanti da parte dell’amministrazione comunale che ne detiene la custodia giudiziale. La stagione estiva e il normale aumento delle temperature potrebbero favorire il rischio continuo di fenomeni di autocombustione accidentale dei rifiuti depositati in discarica e non correttamente ricoperti. Dalle informazioni pervenute”, aggiungono i tre consiglieri di minoranza, “non è stato ancora risolto lo scivolamento a monte dell’invaso che ha determinato la parziale rottura della geomembrana , scivolamento che potrebbe, nel caso di aggravamento delle condizioni, causare ulteriori danni al sito e alle aree periferiche (discariche esaurite del Consorzio Civeta), con notevoli ripercussioni ambientali per il nostro territorio e con ulteriori danni di immagine per il comune di Cupello”.

Secondo D’Amico, Antenucci e Pollutri l’istanza di dissequestro parziale potrà essere motivata dal fatto che il provvedimento disposto a suo tempo dall’autorità giudiziaria riguarda il conferimento dei rifiuti provenienti da fuori Regione “il che non esclude che il sito possa essere utilizzato dai comuni consorziati”.

Nei mesi scorsi la minoranza aveva chiesto la costituzione di un tavolo tecnico per “individuare soluzioni alle problematiche emerse dopo il sequestro“.                  

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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