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Pilkington, terzo incontro sugli esuberi

Autunno nero alla Pilkington. Domani mattina è in programma il terzo incontro fra azienda e sindacati per scongiurare 55 licenziamenti. Trovare una soluzione non è semplice. “Stiamo chiedendo che gli impianti di San Salvo tornino a lavorare a pieno regime ma la crisi mondiale dell’auto non aiuta”, dice Franco Zerra, segretario provinciale della Cisl. “La storia insegna che in momenti di crisi sono di grande aiuto gli ammortizzatori sociali. Pilkington il 24 settembre termina la cassa integrazioni straordinaria. Gli ammortizzatori sociali sono finiti. Nonostante gli investimenti , restano molti problemi da risolvere e non riguardano solo Pilkington Italia e lo stabilimento di Piana Sant’Angelo. La crisi accomuna anche gli stabilimenti esteri. Loro però hanno gli ammortizzatori sociali”, sottolinea Zerra a giudizio del quale al momento non è possibile stabilire se il provvedimento cosideto “salva cantieri” e i prepensionamenti 7 anni prima della scadenza del normale percorso lavorativo , possano evitare i licenziamenti collettivi alla Pilkington.

A giudizio di Emilio Di Cola il provvedimento aiuterà molto poco. “Intanto i 7 anni di pensionamento anticipato sarebbero a carico dell’azienda”, dice Di Cola. “Ma quel che è peggio per ogni anno di pensionamento anticipato viene decurtato un 4% dalla pensione. Chi è che accetta di andare a riposo con il 28% in meno di pensione ?“, chiede scettico il sindacalista.

Fra 110 giorni, qualora la situazione dovesse restare invariata partiranno le lettere di licenziamento collettivo. I rappresentanti sindacali hanno già esposto le loro perplessità all’azienda il 3 giugno. Domani mattina torneranno a farlo. Le dichiarazioni aziendali non lasciano affatto tranquilli i lavoratori.

“Le famiglie hanno paura”, ammettono i sindacati. La Cisl invoca altri ammortizzatori sociali. La Cgil insiste sul ritorno del lavoro andato all’estero. “Va riportato a San Salvo il lavoro trasferito all’esterno , gli esuberi sono già stati ridotti”, insiste Emilio Di Cola.

Purtroppo le innovazioni portate alle vetture e il calo di vendite di auto sono un grande problema. Ford ha annunciato che non produrrà più diesel e dal 2021 non farà più utilitarie. Le case automobilistiche europee puntano sulle auto elettriche. I costi delle vetture crescono e gli acquirenti diminuiscono.

Il mercato dell’auto ha segnato un meno 14%. A questo si aggiunge che i competitor della Pilkington sono tanti. Aziende cinesi ma anche consorelle . I sindacati insistono nel chiedere aiuti al ministero e alla Regione per ottenere che questo territorio venga inserito nelle aree di crisi. Questo potrebbe permettere altri 6 mesi di ammortizzatori. Al contrario il nuovo decreto non convince più di tanto. “La crisi si superi riportando a San Salvo il lavoro affidato all’esterno“, insiste Di Cola.

Paola Calvano (Il Centro)

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