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E ora un pool di esperti studia il caso Christian

Sono trascorsi 12 giorni dalla morte di Christian Cerbone e il dolore è ancora intatto. Anzi è ancora più forte. La morte di Christian è un lutto inaspettato e senza un perchè. Lo strazio degli amici cresce ogni volta che passano davanti al campetto della Marina sul quale il ragazzo si è sentito male. Il dolore della famiglia è incommensurabile. Ed è soprattutto per loro, per dare una risposta ad una madre e a un padre che non sanno perchè il loro figlio non c’è più, che il medico legale Pietro Falco ha deciso di convocare un pool di specialisti.

“Il mio è un dovere morale”, dice il medico “nei confronti di quei genitori che ho visto straziarsi per la perdita del loro ragazzo. Gli esami macroscopici e l’autopsia non hanno documentato nulla. Christian era sano. Cercheremo una risposta con esami microscopici allargando i filoni della ricerca. Per Christian e per altri morti nello stesso modo“.

Gli specialisti si riuniranno domani. Per avere risposte occorreranno settimane, forse mesi. Gli esami potrebbero non dare alcuna risposta. Ma per Christian non sarà lasciato nulla di intentato.

Il giovane tennista Alessandro Falcucci protagonista del torneo nazionale di terza categoria del Tennis Viserba ha dedicato alla memoria di Christian la sua vittoria. Altri giovani stanno organizzando iniziative da dedicare al loro amico tanto generoso quanto sfortunato. Anche loro chiedono perchè. Tutta la speranza di sapere perchè Christian non c’ è più è riposta negli esami di laboratorio.

Saranno esami delicatissimi e lunghi. L’obiettivo come detto è chiarire quello che l’autopsia non è riuscita a scoprire. I medici non hanno trovato nulla di anomalo o patologico al punto da causare l’arresto cardiaco. Il ragazzo era sano e la sua buona salute era stata accertata anche dalla visita medica che ha preceduto il suo imminente arruolamento nell’esercito. Le visite militari sono estremamente scrupolose.

Il ceck up non ha trovato nulla di anomalo. «Si è trattato di una morte bianca», ha ripetuto il medico legale Pietro Falco. “Dall’esame degli organi non è emerso alcun elemento macroscopicamente rilevante».

Ora le speranze di riuscire ad avere chiarezza sono riposte nei risultati degli esami istologici e di laboratorio che verranno fatti su campioni di tessuti prelevati dal 19enne e non solo da una medico , ma da un pool di esperti. “E‘ mio dovere come medico e come uomo farlo per cercare di dare una risposta a quei genitori che ho visto così sofferenti davanti ad una tragedia inspiegabile”, dice Pietro Falco che ha preso a cuore la vicenda di Christian.

La risposta arriverà fra qualche settimana, forse mesi. Il percorso da seguire sarà deciso domani. I tessuti saranno analizzati e le cellule passate anche al microscopio per scoprire cosa ha provocato l’arresto improvviso del cuore di Christian. Il caso di Christian Cerbone purtroppo non è raro. Sono tanti i giovani e gli sportivi che muoiono all’improvviso nello stesso modo.

Non a caso la materia è oggetto di uno studio finanziato da Telethon, oltre che dai National Institutes of Health (Nih) americani e dal ministero degli Esteri, e coordinato da Peter Schwartz, direttore della cattedra di Cardiologia dell’Università di Pavia, dell’Unità coronarica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo e del laboratorio di Genetica cardiovascolare dell’Istituto Auxologico Irccs di Milano. Attualmente si conoscono almeno 12 geni associati alla sindrome, tutti coinvolti nel trasporto di ioni attraverso le membrane delle cellule cardiache. Quello che i ricercatori stanno cercando di scoprire è perché persone che vivono senza alcun sintomo vanno incontro all’improvviso ad aritmie talvolta fatali. Esattamente come accaduto a Christian.

Paola Calvano (Il Centro)

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