Minorenni dal Gup. Oggi all'Aquila l'altro filone d'indagine con quattro indagati di cui due della prima inchiesta. Il legale della ragazza annuncia battaglia

Stupri a Vasto, dal giudice anche la seconda banda

Stupri di gruppo fra minori. Oggi all’Aquila compariranno davanti al gup del tribunale per i minori 4 studenti arrestati l’estate scorsa per le presunte violenze sessuali di gruppo riprese con i telefonini. Il secondo filone dopo quello di Vasto. Due di loro sono indagati in entrambe le vicende. Studenti modello a scuola e bravi ragazzi in famiglia ma protagonisti di festini e perversioni di gruppo una volta fuori di casa.

Ad aiutare la vittima, una ragazzina di Cupello è stata un ‘insegnante che fa parte del pool antiviolenza che ha sede a San Salvo ma ha attivato a Cupello uno sportello chiamato Save Emily Abruzzo. Lei ha raccolto le prime confidenze ed ha affidato il caso a uno dei legali di Save Emily, l’avvocato Giuseppina Fabretti, esperta in legislazione minorile. Il legale ha denunciato il fatto alla competente autorità giudiziaria e ai carabinieri di Vasto. Le indagini hanno sollevato il coperchio su uno scenario a dir poco inquietante fatto di violenza fisica e psicologica e perversioni sessuali. Protagonista ancora una volta lo studente vastese difeso dall’avvocato Antonelo Cerella, già accusato di aver vessato l’ex fidanzatina.

Pare che il giovane si “divertisse” di più alla presenza di altri amici. Gli investigatori parlano di condotte gravi, umilianti e perduranti. Ricatti e minacce che hanno reso un inferno la vita della 16enne di Cupello. Proprio come era successo alla prima ragazza. Anche lei, sotto la minaccia della diffusione di immagini e video compromettenti nell’alveo familiare, veniva ricattata a scopo sessuale da 4 ragazzi. Lei subiva per vergogna e paura e i ricatti aumentavano».

La ragazzina è assistita dall’avvocato Giuseppina Fabretti. Oggi il legale sarà all’Aquila. “Trattandosi di minori non è prevista la costituzione di parte civile”, spiega l’avvocato.” Mi riservo comunque di agire in sede civile per un equo risarcimento del danno subito dalla mia assistita. Il carico psicologico vissuto dalla vittima e dalla sua famiglia è stato grande. Qualora i legali degli accusati dovessero chiedere, come hanno fatto i colleghi degli indagati del primo filone, la messa in prova degli accusati, chiederò di conoscere in modo più approfondito in cosa consisterà la messa in prova”.

La storia racconta di un disagio minorile diffuso. Le accuse per i ragazzini sono diverse e gravi. Vanno dalla pornografia minorile ai ricatti a scopo sessuale. La parte offesa stigmatizza l’atteggiamento dei difensori dei ragazzi laddove disegnano gli indagati come ragazzi quasi incolpevoli. L’avvocato Fabretti torna tuttavia a ribadire che la vicenda va trattata con grande cautela e rispetto.

Paola Calvano (Il Centro)

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