Casalbordino. Mobilitazione alla foce del fiume. Indagine sui rifiuti raccolti. E’ stato intenso il lavoro di una trentina di volontari che, rispondendo all’appello lanciato da Legambiente, Madrecultura e Vigili del fuoco del Vastese in congedo, hanno dato vita alla prima campagna ambientalista “Walk, Wacht e Clean”, cioè “Cammina, osserva e pulisci” alla foce del fiume Sinello, in territorio di Casalbordino

Fiume Sinello, tutte le sponde pulite dai volontari

Dai rifiuti ingombranti, come frigoriferi e lavatrici, a quelli pericolosi come l’eternit, a intere imbarcazioni abbandonate, oltre a vere e proprie montagne di plastica e vetro. E’ stato intenso il lavoro di una trentina di volontari che, rispondendo all’appello  lanciato da Legambiente, Madrecultura e Vigili del fuoco del Vastese in congedo, hanno dato vita alla prima campagna ambientalista “Walk, Wacht e Clean”, cioè “Cammina, osserva e pulisci” alla foce del fiume Sinello, in territorio di Casalbordino.

Ha collaborato anche la Ecolan che ha messo a disposizione mezzi e personale per il recupero dei rifiuti e la corretta separazione del materiale, fornendo  sacchi e guanti. L’iniziativa, volta a sensibilizzare la cittadinanza al mantenimento dei fiumi puliti, è stata patrocinata dalle amministrazioni comunali di Vasto e Casalbordino e dall’Unione dei Miracoli.

La mattinata si è svolta in tre momenti: camminata e raccolta rifiuti lungo l’argine del fiume Sinello, separazione e catalogazione del materiale recuperato (soprattutto plastica e lattine), e prelievo di un campione di acqua per analizzare la presenza di inquinanti. Una giornata pensata per sottolineare che per salvare l’ambiente occorre l’impegno quotidiano di ogni cittadino. I rifiuti raccolti dai volontari verranno catalogati e riportati nell’indagine “Beach Litter 2019” dell’associazione ambientalista.

“Il riscontro di questa prima giornata è stato più che positivo”, commenta Giuseppe Di Marco, presidente regionale di Legambiente, che ha stigmatizzato il comportamento incivile di chi abbandona rifiuti perfino in aree protette mettendo a repentaglio il delicato eco-sistema.

E’ il caso di micro-depositi di Eternit, mischiati con altri rifiuti speciali e pericolosi, rinvenuti all’ingresso della riserva del  Bosco di Don Venanzio in territorio di Pollutri.

Anna Bontempo (Il Centro)

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