Una serie televisiva in sei puntate creata da Stefano Grasso e diretta da Marco Risi, in onda in prima visione su Rai1 da martedì 16 aprile alle 21.25, racconta storie di vita post sisma e la ricostruzione della città in seguito al devastante terremoto del 6 Aprile 2009

“L’Aquila, Grandi speranze”, domani la prima puntata della serie in onda su Rai 1

Domani 16 aprile alle 21.25 su Rai1 la prima puntata della mini serie “L’Aquila, Grandi speranze“. Sei puntate coprodotte da Rai Fiction-IdeaCinema con Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Giorgio MarchesiLuca Barbareschi e la partecipazione di Valentina Lodovini. Nel cast, tra gli altri, anche Francesca Inaudi, Carlotta Natoli ed Enrico Ianniello.

Nel cuore dell’Italia c’è una città ridotta in macerie, dal devastante terremoto del 6 Aprile 2009, dove gli abitanti provano a riprendere in mano la propria vita.

La serie ci riporta al settembre 2010, come spiega il documento di presentazione: ci si interroga su cosa accade nell’animo di una persona o nelle relazioni familiari se nel giro di una sola notte si vede crollare e ridursi letteralmente in macerie la propria casa e la propria vita. Dove si trova il coraggio di ricominciare? Come si riesce a superare il dolore di perdite irrimediabili? E a sconfiggere la paura? “Attraverso la storia di Silvia e Franco e dei loro amici fraterni, Gianni ed Elena, racconteremo come si possa continuare a vivere dopo il terremoto che, in una sola notte, ha azzerato un’intera città: L’Aquila”.

Il registra Marco Risi. Cinque mesi di riprese, per sei puntate e dieci ore di film. Per il regista Marco Risi tornare nella città dove due anni fa ha finito di girare è stata, ha raccontato “un’emozione fortissima. Ho ancora nel cuore il calore dei ragazzi e la lettera che mi hanno scritto a fine riprese”. “In una delle puntate a un certo punto c’è la frase “ho visto le pareti sfogliarsi come le pagine di un libro”. Me l’ha detta un’ottantenne di Onna che nel terremoto ha perso sua nipote e che era stata anche otto ore sotto le macerie, facendo in tempo, mi spiegava, “a diventare amica della morte”. 

“Avevo visto L’Aquila un anno e mezzo dopo il terremoto e avevo pensato che si dovesse girare assolutamente qualcosa – ha aggiunto Risi – questa era l’idea giusta, soprattutto per il coinvolgimento dei ragazzi dell’Aquila nel cast. I tre ragazzini-attori romani sono entrati nel gruppo aquilani, ci sono stati momenti di conflitto ma poi si sono voluti bene, ora sono tutti grandi amici e anche qualcosa di più”.

Con il regista della seconda unità Francesco Frangipane, Risi è andato nelle scuole dell’Aquila, quelle di teatro, di danza e nelle scuole medie, a cercare i volti giusti, a partire da “Tony il gigante”, interpretato da Jacopo Ianni: “Nei provini li abbiamo fatti parlare del terremoto, e abbiamo riportato fedelmente i loro ricordi, a cominciare da quello che dal terremoto è scappato con le scarpe che il nonno gli aveva infilato al contrario”.

Le dichiarazioni del Presidente della Regione Abruzzo. La grande speranza è, nel più breve tempo possibile, accelerare e completare la ricostruzione del centro storico de L’Aquila e farlo tornare a vivere di vita vissuta”, ha detto il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della fiction Rai “L’Aquila, Grandi speranze”. “Questi centri storici – ha aggiunto Marsilio – trasmettono memoria e i giovani non hanno mai vissuto questo centro storico come i loro padri e i nonni. Compito nostro è far vivere questo centro di nuovo”.

Le dichiarazioni del sindaco dell’Aquila. “Il mio pensiero va ai giovani, a quelli che non hanno fatto in tempo a conoscere la città nella sua interezza e potrebbero scegliere di andare altrove”. Così il sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, durante il suo intervento. “Questa fiction è proprio per i giovani. La fiction ha un valore simbolico, deve mostrare che non è vero che all’Aquila sono stati ricostruiti solo alcuni palazzi e qualche chiesa – ha spiegato Biondi –. Sono state istruite 23mila pratiche sia di ricchi sia poveri. Ne mancano mille. Vi prego di dare una dichiarazione in positivo. Certo non tutto è risolto o è andato bene, ma lo dobbiamo agli aquilani e alla nazione che merita di sapere come sono stati spesi 18 miliardi di euro che sono stati messi a disposizione. È un dovere morale raccontare che questi soldi sono stati spesi bene“, ha concluso il primo cittadino. (rainews)

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