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Vasto, accerchiato da un branco di cinghiali

Accerchiato da un branco di 15 cinghiali, due minuti di puro terrore ieri a Punta Penna a due passi dal mare per uno sportivo di Vasto. È accaduto quando l’uomo si è spinto fino alla Riserva con i suoi cani. E proprio i cani potrebbero aver suscitato la reazione dei cinghiali. Per lui due minuti di paura con gli animali a ringhiargli contro, pronti alla carica, poi tutto è finito semplicemente con gli ungulati che si sono girati indietro e si sono allontanati.

La disavventura è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei residenti e degli imprenditori di Punta Penna . Cittadini lavoratori e operatori chiedono aiuto alla Procura.

“La magistratura ci aiuti. Siamo invasi dai cinghiali, ma nella riserva non è possibile sparare. Non possono farlo neppure i rappresentanti dell’Atc autorizzati al selecontrollo. Cosa possiamo fare?”, chiedono le famiglie che hanno deciso di rivolgersi ad un legale per denunciare quello che accade in uno degli angoli più suggestivi della riviera vastese.

Il podista circondato dagli ungulati stava conducendo i suoi cani lungo la riviera , quando a un certo punto si sono allontanati. Improvvisamente uno dei due cani è scappato via a gambe levate, mentre il secondo si è precipitato dal padrone e si è riparato dietro le sue gambe. In un attimo l’uomo ha capito il motivo: dietro il cane infatti è arrivato subito a passo sostenuto un branco di una quindicina di cinghiali. Per lui il lieto fine. a potrebbe anche non essere sempre così. Molti residenti prima di uscire da casa sono costretti a controllare che non ci siano branchi al pascolo. Persino ai due lati della linea ferroviaria a Mottagrossa si assiste alla “processione” dei cinghiali. Ultimamente a farne le spese oltre a residenti e automobilisti , sono le uova dell’ l’uccello fratino.

La presenza degli animali selvaggi che ormai sono diventati numerosissimi non fa certo bene ai piccoli uccelli. Prima delle elezioni regionali molti candidati avevano promesso che si sarebbero occupati del problema.

“Così non è stato”, affermano gli abitanti di Punta Penna. “Solo l’intervento della Procura della Repubblica può aiutarci. E’ a rischio l’incolumità e la salute dei cittadini “, sostengono convinti. “Siamo arrivati al punto che persino un pulmino ieri è stato costretto a fermarsi”.

Paola Calvano (Il Centro)

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