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Serie D, è lotta aperta per non retrocedere

In estate sognavano ad occhi aperti. Immaginavano l’effetto che fa il ritorno tra i professionisti a distanza di tanti anni. Oggi, invece, tremano al solo pensiero di tornare in Eccellenza. Sono piazze calde e calorose quelle di Avezzano e Vasto e l’entusiasmo era salito di tono quando i tifosi hanno ascoltato proclami e promesse. Tutti improntati sulla voglia di rinverdire i vecchi fasti. Con il passare dei mesi, però, i sogni di gloria hanno lasciato spazio agli incubi. E le prospettive si sono ribaltate. A sette giornate dalla fine si guarda il calendario e si fanno i calcoli. Saranno i derby a fare la differenza, inutile girarci attorno. Sì, perché se ci sono tre abruzzesi che annaspano nei bassifondi della classifica del girone F della serie D, altrettante navigano nella zona play off. SN Notaresco, Pineto e Francavilla hanno ambizioni di entrare nella griglia degli spareggi. E il finale di stagione prevede incroci destinati a lasciare il segno. Su tutti Vastese-Avezzano, la madre di tutte le battaglie fissata alla penultima di campionato. Una sfida destinata a ricordare quella del 1994, in serie C2, quando all’ultima di campionato si imposero i marsicani con gol di Andrea Orocini che condannò i biancorossi alla retrocessione.
Hanno cambiato tanto la Vastese e l’Avezzano nel corso di questi mesi, in campo e dietro la scrivania. Pensavano a come contrastare la corazzata Cesena nell’agosto scorso, ora devono raccogliere le ultime forze per evitare di catalogare questa stagione come un fallimento. Il 28 aprile all’Aragona davvero potrebbe andare in scena un duello fratricida. Sì, perché retrocedono direttamente le ultime due, una delle quali sarà il Castelfidardo fanalino di coda che sembra aver mollato gli ormeggi. Altre quattro squadre disputeranno i play out che decreteranno altre due retrocessioni. E trema anche il Real Giulianova che pure pensava di raggiungere il traguardo della permanenza in serie D con qualche affanno in meno. Ha dalla sua il fattore campo, visto che giocherà quattro gare al Fadini e tre in trasferta e spera che all’ultima giornata il Cesena abbia già festeggiato la promozione e che scenda in Abruzzo con la testa altrove.
La Vastese ha l’imperativo di arrestare la caduta che ha indotto la dirigenza a esonerare Montani e a chiamare Aldo Papagni. Che ha esordito con un 3-0 a Campobasso. Domenica altra trasferta, sul campo del Montegiorgio, poi il derby con il SN Notaresco che coltiva ambizioni di fare i play off. Successivamente il derby di Giulianova, Cesena in casa, Castelfidardo in trasferta, il derby tra le mura amiche contro l’Avezzano e l’ultima ad Agnone che potrebbe diventare una formalità se i molisani, penultimi, nel frattempo avranno perso contatto dalle rivali.
Sull’Avezzano pesa la penalizzazione di tre punti che oggi sarebbe oro colato. L’imperativo domenica è battere la Jesina che potrebbe sentirsi con un piede e mezzo in salvo dopo il successo di domenica scorso contro il Real Giulianova. Sta di fatto, che i biancoverdi hanno poco da gestire, perché poi vanno a Recanati e successivamente affronteranno Isernia, Savignanese e Campobasso. Poi, la sfida del 28 aprile che il tecnico Gianluca Colavitto ha cerchiato in rosso, quella dell’Aragona contro la sua ex Vastese. Che ha portato in serie D e poi ha guidato fino all’anno scorso. Si era fatto il suo nome anche nelle scorse settimane, ma poi le strade non si sono riunite.
Dulcis in fundo la partita dello stadio Dei Marsi contro il Pineto: una passerella per festeggiare la salvezza o un’altra tappa di una stagione ricca di patemi d’animo.

Rocco Coletti (il centro)

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