In 50 giovedì a Roma per dire no alla chiusura: ci sarà anche il governatore. I penalisti: sicurezza a rischio

Anche Marsilio al sit-in per salvare il tribunale

tribunale

La salvezza dei Tribunale cosiddetti “minori”, è stato uno degli argomenti più volte affrontato durante la campagna elettorale. Dimostrando coerenza e voglia di fare il neo governatore d’Abruzzo, Marco Marsilio ha risposto ieri positivamente all’appello lanciato dall’avvocato Angela Pennetta.

MARSILIO A ROMA. Il presidente della Regione sarà a Roma il 21 marzo prossimo con i 50 partecipanti al sit in organizzato davanti al ministero. A confermarlo è l’avvocato Angela Pennetta.”Il governatore Marsilio ha dimostrato grande attenzione e sensibilità per un problema affatto secondario”, dice la Pennetta. “Questa mattina (ieri) di buon ora mi ha confermato la presenza a Roma. Non nascondo che la sua adesione al sit in soddisfa l’intero territorio. La presenza a Roma del presidente Marsilio rende la trasferta ancora più importante”, dice la penalista. “Al suo fianco ci saranno 28 sindaci. E’ la voce di una regione e di un territorio che non vogliono morire.” Il presidente Marsilio ha spiegato più volte di ritenere importante mantenere in vita tutti i tribunali abruzzesi. Quello di Vasto è la diga contro l’avanzare della criminalità non solo nel Vastese, ma in tutto l’Abruzzo.

L’INTERVENTO DEI PENALISTI DI VASTO Anche gli avvocati Giovanni Cerella, Raffaele Giacomucci, Arnaldo Tascione e Fiorenzo Cieri salgono sulle barricate. Questa la nota diffusa ieri .”In linea con quanto sollecitato in rappresentanza dell’avvocatura, dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Vasto, dal presidente del Tribunale, Bruno Giangiacomo e dal Procuratore della Repubblica, Giampiero Di Florio, da tutti coloro che, a più voci, hanno segnalato i gravissimi rischi per la sicurezza del territorio, invitiamo il ministro di Giustizia Bonafede ed i rappresentanti parlamentari e governativi ad assumere una posizione chiara ed inequivocabile sulle sorti e sulla promessa salvaguardia del Tribunale di Vasto. Sottolineiamo”, aggiungono Cerella, Tascione, Cieri e Giacomucci, “come al di là della pur opportuna rivisitazione della riforma sulla geografia giudiziaria richiamata nel contratto di governo, il Tribunale di Vasto possegga tutti i requisiti che giustificano la sua permanenza sussistendo a tal fine, cosi come previsto dalla normativa tutti i parametri : la distanza eccessiva dalla sede accorpante, le caratteristiche orografiche del proprio circondario, la pressante presenza di criminalità organizzata. E’ ora di passare dalle parole ai fatti”. Più volte il presidente del Tribunale Bruno Giangiacomo e il procuratore capo, Giampiero Di Florio hanno ribadito l’impossibilità di operare in queste condizioni.

LO SCIOPERO DEL 18 MARZO. Intanto a Palazzo di giustizia ci si prepara alla giornata di astensione dalle udienze fissata per il 18 marzo con il contestuale svolgimento dell’assemblea degli iscritti all’ordine forense di Vasto. All’assemblea parteciperanno i magistrati locali ma anche colleghi che arrivano da fuori Vasto, parlamentari e politici regionali. “Occorre“, ha spiegato il presidente dell’ordine, Vittorio Melone “inviare un segnale chiaro alla politica affinché possa prendere una posizione non solo riguardo alla norma necessaria per il ripristino dell’organico del personale amministrativo, ma anche sul futuro della sede giudiziaria di Vasto. La politica è chiamata a decidere al più presto . Tra 15 mesi la Procura deve sapere in quale sede giudiziaria dovrà calendarizzare i processi”.

Paola Calvano (Il Centro)

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