Vasto. Confermata la protesta. Non è bastato l'incontro al ministero sul ripristino del personale amministrativo e di cancelleria. Il 21 a Roma il sit-in con 50 manifestatnti, flash mob per chi resta in città. Castaldi (M5S) scrive a Bonafede

Tribunale, “Basta con le promesse, si perde tempo”

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Giù le mani dal Tribunale di Vasto. Non è bastata la convocazione del capo del Gabinetto del ministero di Giustizia a rasserenare gli animi. L’ordine degli avvocati conferma la giornata di sospensione dalle udienze in programma il 18 marzo e l’avvocato Angela Pennetta, non solo conferma il sit in a Roma ma annuncia una manifestazione bis a Vasto davanti al palazzo di giustizia.
Nè è cambiato l’umore alla notizia di una interrogazione presentata al ministro Bonafede dal senatore Gianluca Castaldi. “Promesse ne abbiamo ricevute già tante e ora non c’è più tempo da perdere”, dice Angela Pennetta. “La questura di Roma ha autorizzato la manifestazione in piazza Cairoli di fronte al ministero di giustizia per il 21 marzo, ore 11-13 ,limitando il numero dei partecipanti a 50 per questioni di spazio limitato della piazza e per questioni di sicurezza. Quindi andremo a Roma in 50: tutti i sindaci del comprensorio, i consiglieri comunali e i rappresentanti delle varie categorie che mi hanno dato le adesioni . Gli altri che già fanno parte del comitato o che vorranno aggiungersi faranno un flash mob davanti al tribunale di Vasto sempre il 21 dalle 11 in poi in concomitanza con la manifestazione di Roma. Saremo collegati da un ponte Roma- Vasto in diretta TV . Invito tutti a partecipare in massa alla manifestazione davanti il tribunale“, ribadisce l’avvocato Pennetta.
La giornata di astensione dalle udienze è invece in programma per il 18 marzo con il contestuale svolgimento dell’assemblea del foro di Vasto aperta ai magistrati, ai parlamentari nazionali e regionali, al governatore della Regione Marsilio. “Occorre“, dice il presidente dell’ordine Vittorio Meloneinviare un segnale chiaro alla politica affinché possa prendere una posizione non solo riguardo alla norma necessaria per il ripristino dell’organico del personale amministrativo, ma anche sul futuro della sede giudiziaria di Vasto. La politica è chiamata a 
decidere al più presto e non nel 2021, anche perché tra 15 mesi la Procura deve sapere in quale sede giudiziaria dovrà calendarizzare i processi”.
In una interrogazione al ministro Bonafede, il senatore Castaldi descrive la situazione del Tribunale di Vasto, proponendo possibili soluzioni strutturali e definitive. “Ho evidenziato”, dice “l’importanza di conservare un presidio di legalità nella zona di Vasto basandomi non su opinioni, ma su fatti. Nella nostra città, purtroppo, è sempre più concreto il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Oltre a questo, il lavoro per il Tribunale di Vasto di certo non manca, penso ad esempio agli incrementi percentuali della pendenza nel settore lavoro del +31,21%: credo pertanto che abbia senso valutare un ripensamento sulla chiusura di un tribunale che ha queste dimensioni e con pendenze da affrontare in aumento. Sarebbe forse più opportuno potenziarlo. Per farlo, però, bisogna cancellare in modo definitivo quanto disposto dal decreto del governo Monti”.
Paola Calvano (Il Centro)
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