Vasto. Il giudice di pace ravvisa lesioni aggravate alla donna causate dal pugile: fascicolo dal magistrato

Botte alla cognata, in Procura le carte su Urbano

Urbano e tribunale
Rimandati alla Procura di Vasto gli atti sulle lesioni aggravate subite dalla moglie di Orticelli il giorno di Natale 2017, prima che il cognato, il pugile Domenico Urbano venisse ferito con un coltello alla gola. La decisione è stata presa ieri mattina dal giudice di pace davanti al quale è comparso Urbano per rispondere del reato di lesioni. I referti medici, il setto nasale rotto e le tumefazioni al volto hanno spinto il giudice a contestare l’accusa più grave di lesioni aggravate, rimettendo quindi gli atti alla Procura.
Il giorno di Natale 2017, al culmine di una discussione familiare,Urbano venne accoltellato alla gola. Il cognato, il pescatore Francesco Orticelli, è stato ritenuto l’autore del ferimento del cognato e condannato a 4 anni e 8 mesi. Orticelli ha sempre dichiarato però di aver colpito il cognato per difendere la moglie, picchiata dal pugile, e anche se stesso.
«Il mio assistito, era stravolto dalla vista della moglie stesa per terra e sanguinante”, ha ricordato ieri l’avvocato Giovanni Cerella. A supporto di questa versione la moglie di Orticelli presentò ai carabinieri una querela nei confronti di Urbano per minacce e lesioni aggravate. «La moglie di Orticelli “, spiega l’avvocato Cerella “ha avuto bisogno delle cure ospedaliere. Colpita ripetutamente al volto riportò un trauma cranico e la frattura del setto nasale. La denuncia della donna è supportata dalle immagini del suo volto tumefatto. Davanti a lesioni così importanti il giudice di pace ha ritenuto di dover rimettere gli atti alla Procura”. 
A questo punto la parola passa nuovamente al procuratore Giampiero Di Florio. Gli investigatori hanno già acquisito le testimonianze di tutti i parenti che erano presenti il giorno di Natale al pranzo finito nel sangue. «Francesco Orticelli non era andato a quel pranzo perché era influenzato. Stava male ed aveva deciso di restare a casa. È stata la moglie a chiamarlo piangendo, urlando e chiedendo aiuto. Quando Orticelli è arrivato ha visto la donna in quelle condizioni ed ha cercato di difenderla, ma ha rischiato di essere picchiato a sua volta. Così ha reagito ferendo il cognato», insiste l’avvocato Giovanni Cerella. La cruenta vicenda torna a tenere banco in città. Molti gli attestati di solidarietà per la moglie di Orticelli. «È stata sfigurata , anche lei ha diritto alla giustizia“, dichiarano alla Marina.
Paola Calvano (Il Centro)
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