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La Cassazione rinvia all’Aquila gli atti su una famiglia rom

Gli elementi forniti non hanno consentito di procedere in modo compiuto all’indagine di pertinenza della Corte e per questo l’ordinanza di custodia cautelare impugnata dai difensori degli indagati è stata annullata e gli atti rinviati al Tribunale dell’Aquila. Queste in sintesi le motivazioni che hanno portato i giudici della Corte di Cassazione ad annullare l’ordinanza di custodia cautelare per i componenti di uno dei tre nuclei familiari arrestato il 16 agosto scorso a San Salvo per spaccio di droga.

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Antonello Cerella difensore della famiglia Di Rocco, annullando l’ordinanza impugnata e rinviando come detto gli atti per un nuovo esame al tribunale del Riesame dell’Aquila. Tutta la documentazione è stata inviata alla cancelleria per gli adempimenti del caso.. L’avvocato Cerella si è detto soddisfatto del pronunciamento. I componenti del nucleo familiare di origine rom, arrestato con altre due famiglie rom di Vasto, secondo le accuse si erano alleate per ottenere il monopolio dello spaccio nelle piazze del Vastese. Lo spaccio sarebbe avvenuto a domicilio e per questo per diversi mesi i giudici hanno escluso i domiciliari per gli arrestati.

Paola Calvano (Il Centro)

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