A Pescata la presentazione del progeto "SalvaFratino 2018". Nel 2018, per la prima volta grazie al confronto statistico di dati registrati negli ultimi anni da Area Protetta e WWF, sono stati censiti 55 siti di nidificazione del Fratino, che nel 56% dei casi (ovvero per 16 di questi) ha visto andare a buon fine la schiusa delle uova e l’involo dei pulli (giovani esemplari)

Tutela del fratino, l’Abruzzo un esempio virtuoso

Si è tenuta ieri mattina a Pescara, presso la sede della Direzione Marittima abruzzese, la conferenza stampa di presentazione del Progetto “SalvaFratino 2018”, promossa dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, in collaborazione con il WWF Italia, per la presentazione dei dati raccolti nell’ambito di uno studio – pilota a livello nazionale – sul Fratino, una specie protetta di uccello che nidifica sulle coste abruzzesi e, in particolare, proprio nell’area protetta del Cerrano.

A presiedere la conferenza, il Direttore Marittimo dell’Abruzzo, Capitano di Vascello Donato De Carolis, oltreché dott. Leone Cantarini e dott. Fabio Vallarola, rispettivamente presidente e direttore dell’Area Marina Protetta, nonché dott. Dante Caserta del WWF Abruzzo. I risultati del progetto scientifico sono stati presentati dal dott. Stefano De Ritis, ornitologo che ne ha coordinato gli studi.

Significativi, infatti, sono stati gli esiti emersi dallo studio condotto: proprio nel 2018, per la prima volta grazie al confronto statistico di dati registrati negli ultimi anni da Area Protetta e WWF, sono stati censiti 55 siti di nidificazione dell’uccello ormai raro, che nel 56% dei casi (ovvero per 16 di questi) ha visto andare a buon fine la schiusa delle uova e l’involo dei pulli (giovani esemplari).

L’Abruzzo si pone pertanto come esempio virtuoso nella tutela di questa importante pecie, con 8 comuni costieri (dei 19) interessati dalle nidificazioni: un numero in calo rispetto agli ultimi anni, ma pur sempre importante per continuare nell’impegno condiviso di tutela della specie, che risente sensibilmente dell’influsso di fattori esterni come pulizia meccanica degli arenili, la presenza in spiaggia di animali da affezione senza guinzaglio e la predazione naturale.

La presenza del fratino lungo una determinata fascia costiera, infatti, ne attesta la qualità ecologica, rappresentando indicatore di eccellenza delle attività turistico-balneari di cui può essere volano ed elemento attrattivo ed essendo anche elemento che contribuisce all’assegnazione di punti per la valutazione del rilascio della Bandiera Blu ai comuni costieri.

Proprio negli operatori del settore balneare, infatti, il Fratino sta trovando importanti alleati, consapevoli dell’importanza che al giorno d’oggi riveste l’attenzione ambientale delle aree geografiche per l’interesse del turismo attento alle problematiche ambientali.

Per tale ragione, all’impegno dell’Area marina protetta del Cerrano e del WWF, storicamente dalla parte della tutela delle specie protette, si unirà quello della Guardia Costiera dei comandi abruzzesi, loro partner ambientale istituzionale nella valorizzazione di una politica ambientale che esalti il territorio d’Abruzzo difendendo una specie a rischio; in tal senso, infatti, verrà implementata la rete di informazioni e di controllo del territorio a salvaguardia delle aree di nidificazione del Fratino, a similitudine del sistema virtuoso già attuato per il monitoraggio di tartarughe e cetacei. (abruzzonews.eu)

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