Sospesa l'agibilità al convento di Sant'Antonio dopo i rilievi dei carabinieri del Nas, il sindaco: c'è il rischio inquinamento

Senza fogna, chiuso il centro migranti di San Buono

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A dicembre l’allonamento degli ospiti, ieri la chiusura del centro migranti con una ordinanza del sindaco, Nicola Filippone. La decisione del primo cittadino è stata presa per problemi allo scarico di acque reflue nel vallone. “In assenza“, recita l’ordinanza “di un adeguato impianto di trattamento in regola con le disposizioni della L.R. 31/2010, può crearsi una grave situazione di pregiudizio dell’igiene e della sanità pubblica e dell’ambiente”.

Un problema che non è sfuggito ai Nas. A questo punto Filippone ha ritenuto necessaria l’adozione di provvedimenti idonei. “L’ordinanza”, spiega il primo cittadini “vuole eliminare ogni situazione di rischio igienico-sanitario per la salute della comunità locale e non solo dei soggetti che frequentano la struttura”.

Il provvedimento dispone l’inagibilità temporanea dei locali e dei servizi del convento di S. Antonio di proprietà della Provincia. “I locali “, specifica l’ordinanza “che ospitavano i migranti sono chiusi sino al perdurare delle condizioni rilevate dai Nas sia ai proprietari che a chiunque, a qualunque titolo, li occupi o li detenga”.

Il sindaco contestualmente ha anche ordinato che fatte salve le competenze della Soprintendenza Archeologia, Belle – Arti e Paesaggio dell’Abruzzo , la proprietà provveda alla regolarizzazione degli scarichi delle acque reflue, ai sensi della L.R. 31/2010;e alla realizzazione di ogni altro intervento per il superamento delle condizioni di criticità rilevate.

” Tutto questo al fine di ricondurre i locali e i servizi in questione ad un’idonea destinazione ed un’adeguata situazione, negli aspetti di sicurezza, igiene, salubrità “. La polizia municipale vigilerà sull’osservanza dell’ordinanza.

Il 20 dicembre 56 migranti che occupavano la struttura furono allontanati e distribuiti in altri centri . ” La loro accoglienza”, spiegarono i carabinieri ” deve essere dignitosa e garantire assistenza e attività multiculturali”. I carabinieri, al termine di un duplice controllo, hanno consegnato un rapporto in prefettura annotando le lacune. La prefettura ha quindi disposto il trasferimento degli ospiti in altre strutture.

«L’attività», annota il comando provinciale dei carabinieri, «nata da un ordinario servizio di controllo del territorio ha portato alla luce numerose e gravi lacune sotto il profilo sanitario a anche ambientale, lavorativo, ecologico e strutturale».

I carabinieri hanno verbalizzato le irregolarità e consegnato ai responsabili della cooperativa che gestiva la struttura. La prefettura ha disposto il ricollocamento d’urgenza dei 56 ospiti a Palmoli, Atessa, Lanciano, Roccamontepiano, Vasto, Torino di Sangro e Schiavi d’Abruzzo. Dopo l’allontanamento degli ospiti , il sindaco di San Buono invoca anche la sistemazione dello scarico di reflui.

Paola Calvano (Il Centro)

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