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Schiavo: “Non vendete alcolici ai minori di 18 anni”

Intensificare i controlli nei locali pubblici durante i fine settimana e nei giorni festivi per evitare che vengano venduti e somministrati alcolici ai minori, sempre più esposti a comportamenti a rischio che possono facilmente degenerare in dipendenza. Arriva dall’associazione “Torna il sorriso”, formata da un gruppo di dottori commercialisti, la richiesta – rivolta al comune di Vasto e alla Prefettura – di mettere in campo azioni finalizzate ad accertare il rispetto della normativa di legge che vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni.

La preoccupazione del sodalizio, presieduto da Giuseppe Schiavo, si fonda sul fenomeno, assai diffuso fra gli adolescenti ed i giovani, del “binge drinking”, cioè la tendenza a bere fino all’eccesso, concentrata soprattutto nei fine settimana, con gravi conseguenze sulla salute e sul funzionamento sociale.  Senza considerare che le “abbuffate alcoliche”, a lungo andare, possono creare dipendenza patologica.

“La nostra associazione raccoglie da parte di numerosi genitori la lagnanza e la conseguente fondata preoccupazione che presso alcuni locali pubblici vastesi si vendono e somministrano bevande alcoliche e tabacco ai minori di 16/18 anni”, annota Schiavo, “tali comportamenti provocano fenomeno di ubriachezza durante i fine settimana e nei giorni festivi e pre-festivi e probabilmente si ripeteranno nel corso delle festività natalizie. Il ruolo della famiglia nell’educazione dei figli minorenni è basilare ed insostituibile, ma in questa problematica, secondo il  parere di alcuni genitori molto attenti e sensibili,  non è sufficiente e c’è la necessità  dell’intervento e della collaborazione fattiva dello Stato attraverso la funzione educativa esercitata dalla scuola e anche quella, in alcuni casi,  di repressione delle forze dell’ordine”.

Partendo da questo presupposto il presidente del sodalizio chiede al sindaco di Vasto, Francesco Menna e al Prefetto Giacomo Barbato (che ha preso il posto del collega Antonio Corona trasferito a Forlì), “maggiori controlli nei locali pubblici frequentati dai minori volti alla verifica della legittima vendita e somministrazione di bevande alcoliche e tabacco ai fini della prevenzione dei fenomeni di dipendenza patologica e di rischio di future situazioni di indebitamento dei giovani. Esistono purtroppo anche contesti di indebitamento precoce giovanile”.

Insomma, pur essendo nata per divulgare e diffondere la legge sul sovra indebitamento, l’associazione “Torna il Sorriso”, che collabora fattivamente con i Ser.D della Asl e con Confcommercio, dimostra ancora una volta di essere estremamente sensibile alle problematiche sociali.

   Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

 

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