Giallo irrisolto. Il delitto del pensionato. L'analisi delle impronte trovate nella casa di Monteodorisio non dà risposte, ma le indagini dei carabinieri non si fermano

L’omicidio di Antonio Lizzi resta senza colpevoli

Omicidio di contrada Marracola. A distanza di dieci mesi dal ritrovamento del corpo senza vita di Antonio Lizzi, 69 anni, il delitto resta irrisolto. Anche le comparazioni eseguite a fine settembre dopo la rapina subita a Lanciano dal medico Carlo Martelli e dalla moglie Niva Bazzan evidentemente non hanno prodotto alcun risultato. Le impronte rilevate dai Ris nella casa dell’omicidio restano tracce di persone sconosciute. Persone probabilmente incensurate.

Le costole rotte, il volto tumefatto del pensionato, i traumi e le ecchimosi sul corpo dell’uomo trovato nell’atrio di casa la mattina del febbraio 2018 , furono molto simili allo strazio patito dai coniugi Martelli a Lanciano, vittime di una gang di romeni. Il filone però è un altro .

«L’unica certezza“, dice il sindaco di Monteodorisio, Saverio Di Giacomoè che l’assassino non è fra noi».

Una certezza che il primo cittadino ha sempre avuto. Le indagini non sono state ancora archiviate. La casa della vittima è ancora sotto sequestro, ma il paese ormai si è convinto che il giallo resterà irrisolto.

“Chissà dove sono quei delinquenti”, ha commentato ieri un vicino di casa.

Un pensiero condiviso da molti nel piccolo comune. L’assassino, o meglio gli assassini (l’autopsia ha rivelato l’azione di più persone), sono arrivati da lontano e infatti neppure le indagini sulle tracce biologiche hanno risolto il mistero. Si è trattato di violenza gratuita e brutale. Balordi arrivati da chissà dove e forse sorpresi dalla vittima al suo rientro a casa. Nessuna delle impronte trovate nella casa delle vittima e sul corpo del pensionato sono state comunque utili a identificare l’assassino. I sigilli ancora presenti su porte e finestre della casa di Lizzi rivelano però che nè la magistratura , nè i carabinieri si arrendono. Le indagini proseguono.

Gli investigatori stanno facendo il possibile per evitare che l’omicidio di Lizzi resti un mistero irrisolto come l’uccisione di Antonio Menna, agricoltore del paese, avvenuta 40 anni fa. Nel 1979, mentre faceva provviste di acqua vicino a una fontana alla periferia del paese, qualcuno tese un agguato all’agricoltore quarantenne.

L’assassino lo colpì alle spalle. Il fatto avvenne all’alba. Menna era uscito da casa per raggiungere la sua campagna. Aveva bisogno di acqua e si era avvicinato ad una fontana. Era di spalle, quando fu colpito a morte da diverse fucilate alla schiena. L’omicida poi infierì sull’uomo colpendolo in testa con il calcio del fucile. Poche ore dopo fu trovato il corpo straziato. Il fascicolo sull’ omicidio premeditato è stato chiuso senza il nome dell’assassino. Nessuno fu in grado di aiutare i carabinieri. Nessuno vide e sentì nulla. Esattamente come per l’uccisione di Lizzi.

Paola Calvano (Il Centro)

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