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Forze dell’ordine, Vasto e San Salvo perdono pezzi

Marzo 2018: da Roma arriva la notizia che la stazione dei carabinieri di San Salvo sarà elevata a tenenza e il commissariato di Vasto potrà contare su qualche unità in più. 10 novembre 2018: il Governo fa sapere che in Abruzzo e Molise arriveranno 47 militari. 2 dicembre 2018: la stazione dei carabinieri di san Salvo è ancora tale. Nessun militare in più è arrivato a Vasto né tanto meno a San Salvo. Mentre il commissariato di polizia continua a perdere unità.

L’operazione Evelin e l’arresto di un clan di albanesi fa esultare i cittadini ma al contempo rivela l’amara realtà: un ulteriore impoverimento dei posti di comando a Vasto. Le caserme cittadine sono sempre più vuote e ormai ogni decisione viene presa a Chieti.

Dove sono tutte le forze dell’ordine in più che ci avevano garantito il M5S e il ministro Matteo Salvini?”, chiede il vicesindaco di Vasto, Giuseppe Forte.

Prima delle elezioni”, aggiunge Stefano Moretti, “l‘attuale governo aveva parlato dell’elevazione della stazione dei carabinieri di San Salvo a tenenza e del potenziamento della Compagnia di Vasto. In realtà Vasto è diretta in questo periodo da un tenente e San Salvo resta stazione. Senza nulla togliere al valore dei militari che operano e coordinano a Vasto e San Salvo, non può bastare l’arrivo periodico dei nuclei speciali per gestire un territorio così delicato”.

Basta fare il confronto con il passato per comprendere quanto grave sia il problema. Negli anni 80 Vasto aveva un commissariato di 76 unità, ora l’organico ne conta 26. talmente pochi da impedire la copertura dei turni nelle 24 ore. La popolazione del Vastese è nel frattempo triplicata e così pure i reati. Il 5 novembre 2007 la compagnia dei carabinieri di Vasto aveva ben due capitani: Giuseppe Lo Schiavo e Vincenzo Orlando. Ora il maggiore Amedeo Consales è in misione all’estero.

“Va dato atto al tenente”, dice Marco di Michele Marisi, segretario di Fratelli d’Italia, “di aver dimostrato grande capacità, ma non basta. A Vasto ci sono solo pensionamenti e nessuno arriva in più. Vasto è divenuto forse un paese dell’hinterland teatino?”, chiede l’esponente di centrodestra.

“Eppure”, insiste Giuseppe Forte, “proprio l’operazione Evelin conferma l’assoluta necessità di protezione di una città che negli ultimi anni ha visto svuotare le caserme e rischia di perdere anche il tribunale”.

Tanta la rabbia e la delusione dei cittadini.

Paola Calvano (Il Centro)

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