La sentenza. Si chiude senza condanne il processo sull'incidente del motociclista Musciarello, cantoniere assolto: segnalò più volte i pericoli

Nessun colpevole per la morte di Luigi Muscariello

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Nessun colpevole per la morte di Luigi Muscariello, il motociclista di 37 anni dipendente della Pilkington morto a seguito di un incidente avvenuto il 1 aprile 2013 sulla provinciale Castiglione Messer Marino -Castelguidone. Il giudice Stefania Izzi ieri pomeriggio ha assolto con la formula “il fatto non costituisce reatoMaurizio Campati, 57 anni, l’istruttore della polizia provinciale delegato al servizio di coordinamento operativo e vigilanza della Sp 198, accusato dell’ omicidio stradale di Luigi Muscariello.

L’avvocato Giovanni Cerella difensore di Campati ha dimostrato che l’imputato in più occasioni aveva segnalato le condizioni precarie del tratto di strada sul quale passò cinque anni fa Muscariello.

“Le segnalazioni del mio cliente non furono ascoltate, nè furono adottati provvedimenti o gli furono date disposizioni per evitare il pericolo”, ha insistito l’avvocato Cerella mostrando al giudice le prove di quanto affermato. “La buca mortale”, ha proseguito la difesa “non poteva essere colmata dall’imputato di sua iniziativa. Maurizio Campati non ha quindi colpa della tragedia”.

L’imputato non è riuscito a nascondere la propria emozione alla lettura della sentenza. Certo è che il processo ha rinnovato anche il dolore per la perdita di Luigi Muscariello . “Di chi è allora la colpa?”, ha chiesto costernato un amico dell’operaio morto che ancora non si rassegna alla sua perdita. “Una persona è morta, non c’è un colpevole?“.

Muscariello il giorno in cui morì stava percorrendo la Sp198 in sella alla sua moto Yamaha in direzione di Castelguidone. All’improvviso si trovò davanti ad una buca. A causa del manto stradale scivoloso il centauro perse il controllo della moto e cadde sull’asfalto riportando gravissime lesioni a causa delle quali andò in coma. Muscariello fu trasferito nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Spirito Santo di Pescara ma non si risvegliò più dal coma.

L’operaio morì il 7 aprile, 6 giorni dopo il ricovero. Un dolore terribile per la famiglia che si è costituita parte civile a anche per amici e colleghi. “Il dolore di chi voleva bene all’operaio è legittimo”, ha detto l’avvocato Giovanni Cerella , “ma non fu colpa del mio cliente se quel giorno Muscariello ebbe quel drammatico incidente”.

Il luogo dell’incidente fu oggetto di accurate perizie. Cerella ha dimostrato l’innocenza di Maurizio Campati attraverso alcune perizie e anche testimonianze sollevando l’accusato dalle gravi responsabilità contestate. Il giudice Izzi ha ritenuto valide le argomentazioni. E’ probabile che la Procura presenti ricorso in appello contro l’assoluzione. Lo stesso sembrano intenzionate a fare le parti civili.

Paola Calvano (Il Centro)

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