Podio più alto per Marc Marquez che e si è così aggiudicato matematicamente il suo settimo Mondiale

MotoGp, Iannone chiude la gara con una caduta

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Non termina la gara Andrea Iannone che a nove giri dalla fine, dopo una gara tutta in rimonta, cade dopo aver perso il controllo della moto. Prossimo appuntamento la settimana prossima in Australia. Marc Marquez vince e si aggiudica matematicamente il suo settimo titolo mondiale.
Quella torta preparata dalla Honda doveva essere troppo buona per non assaggiarla subito e fare anche un torto ai padroni di casa giapponesi. E così, al primo match point iridato, Marc Marquez non delude le aspettative di tifosi e stato maggiore della Casa dell’Ala dorata e a Motegi conquista il mondiale. Il settimo della sua sfolgorante e giovane carriera, 25 anni, di cui non si intravedono i limiti. Per mettere le mani sulla corona lo spagnolo della Honda Hrc ha dovuto faticare per piegare Dovizioso, generoso e degnissimo rivale, ma caduto a 2 giri dalla fine quando provava con coraggio a rimandare la festa del rivale. Una chiosa che Dovizioso non avrebbe meritato, ma che nulla toglie alla sua voglia di incalzare il ‘Marziano’, che sale sul podio con Crutchlow – doppietta Honda a rafforzare i festeggiamenti nipponici – e Rins e impreziosisce il suo palmarés con un’altra gemma.
VOLATONA — Gara tirata, una lunga volata, con Dovizioso a fare da lepre e Marc in marcatura più o meno stretta con Crutchlow a fargli da scudiero fino a un certo punto. A 11 giri dalla fine si accende la lotta – sorpasso dello spagnolo e replica del Dovi con passaggio dello spagnolo sull’erba – a sottolineare che Marquez non vuole sentir parlare di prudenza. Il temperamento di Marc è noto, proprio dei campioni irriducibili che vogliono conquistare tutto, ma la corazza di Dovi regge. Almeno fino a 4 giri dal termine, quando l’affondo di Marquez è inesorabile. E non lascia repliche. Ci prova il forlivese a tenergli la scia, ma a 2 giri dalla fine scivola e deve alzare bandiera bianca. Peccato, ma ha fatto bene a provarci.
LA YAMAHA NON SI RISOLLEVA — L’indecifrabile Yamaha non si risolleva più di tanto. La prima fila di Zarco, con la moto “vecchia” è stata illusoria, come le ottimistiche dichiarazioni di Viñales della vigilia: in gara la casa di Iwata deve ringraziare il solito Rossi, 4° a quasi 7″ da Marquez, pimpante solo nella prima parte di gara e poi scivolato alle spalle anche della Suzuki di Rins, ottimo 3°. Posizione che poteva essere di Iannone se non si fosse buttato via, sprecando una buona chance nella gara di casa della Suzuki.
LA GARA— Scelte diverse di gomme per i due contendenti più attesi, con Dovizioso con soft e media e Marquez con doppia media. Al via il poleman Dovi scatta bene al comando, ma Marquez ci mette meno di mezzo giro per portarsi in seconda posizione, da sesto in griglia, come da previsioni della vigilia dello stesso forlivese. Alle loro spalle ringhiano Crutchlow e Miller, mentre Rossi, 5°, duella con le Suzuki e tiene la scia. Quando meno te lo aspetti Crutchlow passa Marquez, ma il suo 2° posto dura poco, mentre Vale arretra e Miller cade. Proprio quando le Suzuki si avvicinano al terzetto di testa Iannone si sdraia e Marquez e Dovizioso iniziano il loro balletto infernale. La prima stoccata è parata, la seconda va a segno. Ferisce Dovizioso e fa urlare di gioia Marquez, che festeggia con videogame a bordo pista. Applausi e game over! (gazzetta.it)
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