parla il nuovo allenatore al quale la società biancorossa ha affidato il compito di risalire la classifica. Via il ds Ruffini. Palladini amaro:"Il calcio funziona così"

Montani e la Vastese: “E’ un bel sogno, darò tutto”

vastese allenamento montani

La scommessa è di quelle importanti perché non sarà facile svegliare la Vastese dal torpore che l’ha avvolta in questa prima fase di stagione. Fabio Montani proverà a vincerla in una piazza che lo ha visto già protagonista da calciatore nella stagione 1988-1989. Insomma, sono passati 30 anni e lui all’Aragona ci torna da allenatore.

Ieri pomeriggio, al campo San Paolo, il nuovo tecnico biancorosso ha diretto il suo primo allenamento. In mattinata aveva invece incontrato tutta la squadra per una riunione tecnica nel corso della quale ha illustrato a tutti il suo metodo di lavoro. E’ chiaro che saranno i prossimi giorni a servirgli per capire dove e come migliorare gioco e condizione di un organico che finora ha deluso le aspettative di tutti.

50 anni compiuti lo scorso 9 settembre, Fabio Montani nella sua carriera è stato a San Nicolò (la stagione scorsa subentrando a Luca Campanile), Francavilla, Silvi, Montenero, Renato Curi e Virtus Lanciano (da vice di Andrea Camplone).

“Darò tutto me stesso pur di riportare in alto la Vastese – le prime parole del neo tecnico biancorosso – per me qui a Vasto si corona un sogno dal momento che già in passato il mio nome era stato accostato a questa squadra. Ho voglia ed entusiasmo e alla squadra chiedo grande disponibilità da parte di tutti. Palladini? Umanamente mi dispiace per lui, nel calcio alla fine sono sempre gli allenatori a pagare. E’ chiaro che la mancanza di risultati non può essere imputata solo a lui. L’organico ha valori importanti, bisogna solo che lo dimostri sul campo. Il mio modulo? Sposo il 4-3-3 e con gli uomini che ho a disposizione può essere attuato benissimo”.

L’altra faccia della giornata di ieri è rappresentata dai titoli di coda della storia di Palladini a Vasto. Ieri mattina il tecnico marchigiano è stato all’Aragona, ha incontrato il Presidente Franco Bolami ed ha lasciato Vasto con tanto amaro in bocca. Del suo staff è stato “salvato” solo il preparatore atletico Riccardo Cantarini dal momento che anche l’avventura del diesse Ferdinando Ruffini e del preparatore dei portieri Giancarlo Beni si sono chiuse con l’avvicendamento tecnico in panchina.

Palladini paga i risultati negativi di una squadra sopravvalutata in sede di mercato, probabilmente mal costruita fin dalle fondamenta. Oltre ad alcuni episodi sfortunati, soprattutto nelle gare con il Francavilla ed il Forlì senza i quali, forse, oggi Palladini sarebbe ancora alla guida della Vastese.

L’ex tecnico della Vastese, prima di lasciare Vasto, non ha nascosto tutto il suo dispiacere. “Questo è il calcio – ha dichiarato – spero solo che il mio allontanamento serva a dare una scossa alla squadra. Di questa città mi resterà in ogni caso un buon ricordo perché ho avuto a che fare con delle persone di tutto rispetto, a cominciare dal presidente Bolami e dal copresidente Pietro Scafetta. Il mio più grande rammarico? Quello di aver perso sei punti nelle tre gare casalinghe negli ultimi cinque minuti. Con la Sammaurese abbiamo subito il pari addirittura al 93’. Ecco, a mio avviso gli episodi hanno fatto la differenza ed hanno segnato la mia sconfitta. Per il resto ero e resto dell’idea che questa Vastese ha tutto per riprendersi. Auguro al nuovo allenatore di riuscire nel suo lavoro. Il mio futuro? In questi mesi approfitterò per girare l’Italia e guardare tante partite. Tornerà anche il mio momento”.

Gaetano Quagliarella (Il Centro)

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