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“Ecco perchè molte aziende vanno all’estero”

salvatorelli

I casi Golden Lady e Honeywell, due industrie fuggite dall’Abruzzo, le tante delocalizzazioni in atto e il timore che presto anche la Nsg Pilkington possa decidere di dirottare gli investimenti in Polonia, raccontano l’urgenza di rendere più attrattivo l’Abruzzo ed il Vastese. La TE (ex Tyco) sembra non avere alcuna voglia di investire ancora a San Salvo. Neppure gli investimenti futuri della Denso sono scontati. E le piccole aziende seguono l’esempio delle grandi. Vastarredo, azienda che produce arredi per le scuole ha anticipato i tempi. I 150 dipendenti che negli 80 lavoravano a Punta Penna ora sono divisi fra Vasto e lo stabilimento che Emidio Salvatorelli, titolare dell’azienda, segue in Polonia. Ma perchè le aziende sono così attratte dai Paesi dell’Est. Lo abbiamo chiesto a Remo Salvatorelli, 85 anni, padre di Emidio e fondatore di Vastarredo. L’industriale si divide fra la sua città e la Polonia.

“È presto detto”, risponde il veterano delle industrie del Vastese. ” Intanto nel cuore dell’Europa c’è la materia prima. Nel mio caso il legno . In Polonia il legno non manca e costa meno che in Italia. In secondo luogo “, prosegue Salvatorelli “l’assenza di burocrazia. In Polonia se hai bisogno di un documento o di una autorizzazione la ottieni in giornata non occorre aspettare i mesi e i tempi della trafila burocratica. C’è poi la grande preparazione del personale. La manodopera è specializzata. Ogni figura ha un diploma specifico. Da noi le scuole professionali non esistono più. Quando ho aperto Vastarredo, l’85% dei lavoratori è arrivato dall’istituto dei Salesiani. Ora non c’è più”, sottolinea Remo Salvatorelli. Eppoi ci sono costi , trasporti e viabilità.

“I tre problemi sono strettamente collegati”, spiega l’industriale. “In Polonia non c’è una strada dissestata. Figurarsi le buche. Il manto delle strade (larghe il doppio delle nostre) è liscio come un tappeto. La segnaletica precisa e puntuale. Percorrere una strada senza buche permette viaggi più comodi, rapidi e sicuri. I costi del carburante sono ridotti e non è poco. Anche le distanze sono ridotte. Per raggiungere una casa automobilistica in Germania dalla Polonia ci vogliono 8 ore. Da Vasto, 24 ore. Se si considera che fatta eccezione per Fiat tutte le case automobilistiche sono in Germania e Francia si comprendono le decisioni di molti colossi industriali”, rimarca Salvatorelli. Ma esiste un modo per evitare la desertificazione del Vastese? “La qualità”, risponde l’industriale. ” La qualità però va affiancata da incentivi e servizi adeguati. Il Vastese non riuscirà a competere più con nessuno se non si decide a sistemare almeno le strade. I politici locali devono pretendere dalla Regione la sopravvivenza “, conclude l’industriale.

Paola Calvano (ilcentro)

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