Ondata di furti a Vasto: le reazioni. Il racconto del macellaio CiuffrIda: "Hanno provato a forzare la porta per rubare, ora non posso lasciare incustodito il mio locale"

“Adesso dormo in negozio per paura dei ladri”

centro-storico

Serenità addio! Non è più negabile che a Vasto e dintorni sta succedendo qualcosa. La serenità la città non sa più cos’è e quel che è peggio è che cittadini e negozianti sono esasperati dal susseguirsi di furti e dal dilagare di una delinquenza palpabile, anche alla luce del sole. L’ultimo tentativo di furto è avvenuto la notte fra martedi e mercoledi ai danni della macelleria di Pasquale Ciuffrida in via Santa Maria Maggiore.

“Quello che è peggio è che chi dovrebbe prendere provvedimenti dice che sei un bugiardo e che Vasto è un paradiso. Io ho trascorso la notte nel mio negozio dopo che all’una qualcuno ha provato a forzare la porta”, racconta Pasquale Ciuffreda.

Via Santa Maria Maggiore è il cuore martoriato di Vasto. Ladri e teppisti stanno costringendo i residenti ad andare via.

“Al tramonto qui c’è il coprifuoco. Non si vive più. Stiamo organizzando una raccolta di firme da mandare alle autorità preposte”, afferma il commerciante.

Da inizio anno il centro storico conta 5 spaccate più una serie interinabile di atti vandalici.

“Con il passare degli anni la situazione peggiora. Non è una percezione solo nostra. I problemi del centro storico sono cominciati 20 anni fa con l’inizio di un esodo che ha provocato lo spopolamento del centro cittadino. L’ultimo sindaco, Francesco Menna è troppo buono e troppo educato per far valere le nostre ragioni. La paura però aggrava gli effetti della crisi“, dice Roberto Memmo, titolare della omonima boutique in piazza Pudente.

Se da una parte in città si è ricominciato a collaborare e a darsi una mano tra vicini (l’intervento dell’ottico Checchia in difesa dell’oreficeria Scafetta presa di mira dai rapinatori è un esempio), dall’altra il clima di sospetto è fortissimo e i cittadini non hanno più la tranquillità neanche in casa propria. Le abitazioni sono diventate una vera e propria prigione. E a volte neppure basta.

Lucia Cordisco per due volte ha subito la visita dei ladri che hanno portato via tutti gli attrezzi da operaio edile del marito.

“Il problema è a monte. E’ lo Stato che non ci tutela più tagliando i fondi per le forze dell’ordine e la sicurezza. Preso atto di quello che accade noi cittadini dovremmo reagire e ribellarci”, afferma la donna.

Non è meno arrabbiato Mario Di Luca, pensionato residente nel centro storico.

“E’ offensivo sentire che i furti sono diminuiti e che Vasto non ha bisogno di aiuto. Non sono diminuiti i furti ma la fiducia del cittadino nello Stato, ecco perchè ci sono meno denunce”, afferma il pensionato. “Io credo che i tempi siano maturi perché chi si è assunto l’alta responsabilità di governarci prenda coscienza della situazione insostenibile che si è venuta a creare, aiutando le forze dell’ordine a tornare in possesso degli strumenti adeguati alla difesa di una città graveente ferita“.

Un gruppo di pensionati fermo in piazza Rossetti annuisce. C’è chi rivela di andare a dormire con un bastone vicino. Un clima da Far West che non può essere la soluzione del problema ma anzi potrebbe essere fonte altri grossi problemi.

“Il danno è già stato fatto. Si lavora con i terrore di essere aggrediti. Ogni mattina arrivi al lavoro temendo di trovare l’ingresso spaccato e il locale devastato. A me è successo due volte nel periodo pasquale”, racconta Angelo Nanni titolare con il fratello Marco del bar Naumachia in via Naumachia. “Il 2018 è iniziato con due spaccate ai negozi vicini. E’ una situazione che provoca uno stato di ansia indescrivibile. Va trovata al più presto una soluzione”, riflette scuotendo il capo il barista.

Paola Calvano (Il Centro)

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