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Le acque minerali

L’acqua è la bevanda più sana per la salute dell’organismo, capace di soddisfare la sete senza essere un pericolo per la linea. Tutti sappiamo che bisogna bere spesso senza aspettare lo stimolo della sete, l’acqua minerale naturale in particolare, grazie al suo contenuto di minerali, aiuta a reintegrare e a fornire al corpo i sali di cui ha bisogno. L’utilizzo dell’acqua imbottigliata è molto diffusa in Italia, infatti gli italiani sono i maggiori produttori e consumatori al mondo di acqua. Le acque minerali per essere tali devono rispettare dei criteri ben precisi: avere origine da una falda o giacimento sotterraneo e devono provenire da una o più sorgenti naturali o perforate, devono inoltre garantire delle caratteristiche igieniche particolari ed effetti positivi sulla salute. Le acque minerali devono essere potabili allo sgorgare dalla fonte, momento in cui devono essere imbottigliate, è ammessa solo l’aggiunta di anidride carbonica per rendere l’acqua gassata e la decantazione per eliminare composti come ferro e zolfo.

La differenza tra acqua minerale e potabile corrente sta nel fatto che quest’ultima può essere prelevata da fiumi, laghi o falde superficiali e può subire trattamenti come l’aggiunta di cloro. Non tutte le acque minerali sono uguali, ognuna ha caratteristiche specifiche che dipendono dal tipo di sali in essa disciolti, quindi è importante conoscerle e saper scegliere quella giusta. La classificazione delle acque minerali avviene in base al loro residuo fisso a 180°, che rappresenta la quantità di sali disciolti in acqua ottenuta dopo l’evaporazione di un litro d’acqua alla temperatura di 180°, più è basso, più l’acqua è leggera e si distinguono in:

  • Minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore a 50 mg/l. Sono acque che favoriscono la diuresi e facilitano l’eliminazione di piccoli calcoli renali. Sono indicate nelle diete iposodiche.
  • Oligominerali: residuo fisso 50-100 mg/l. Il ridotto contenuto di sali minerali le rende ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente, hanno un’azione diuretica.
  • Mediominerali: residuo fisso 500-1500 mg/l. Sono indicate per le persone con carenze minerali e, per il contenuto di bicarbonato, per chi ha difficoltà digestive.
  • Ricche di sali minerali: residuo fisso superiore a 1500 mg/l. Vengono usati a scopo curativo, per cui è opportuno che il loro consumo avvenga su consiglio del medico.

Poi ci sono le acque bicarbonate: bicarbonato maggiore di 600 mg/l. Hanno un’azione diuretica e spasmolitica e vengono utilizzate nei disturbi a livello epatobiliare e nelle cistiti croniche. Le acque solfate: solfati maggiori di 200 mg/l. Hanno un leggero effetto lassativo, un’azione rilassante a livello della muscolatura biliare ed equilibrante a livello epatico. Le acque clorurate: prevalenza di cloro e sodio, favoriscono un buon funzionamento intestinale . Le acque magnesiache con azione lassativa e vasodilatativa. Le acque calciche con effetto benefico a livello dall’apparato digerente e sono utilizzate a scopo preventivo nell’ipertensione e nell’osteoporosi.

In etichetta il ph indica il grado di acidità e alcalinità dell’acqua: 7 neutra, superiore a 7 acalina, inferiore a 7 acida. Le acque acide sono utili per problemi digestivi, mentre le alcaline servono a riequilibrare l’acidità dello stomaco. La temperatura indica la temperatura di imbottigliamento. La dicitura “sostanze disciolte” elenca sali minerali presenti in un litro di acqua. L’acqua imbottigliata deve contenere la minore quantità possibile di nitrati, mentre i nitriti devono essere assenti. Per una buona conservazione dell’acqua minerale sono preferibili le confezioni in bottiglie di vetro che devono essere conservate in luogo fresco al riparo dalla luce e fonti di calore. Un’altra cosa importante è la data di scadenza, è una data indicativa fissata a un anno e mezzo o due dall’imbottigliamento.

Durante la giornata, la quantità di acqua corporea varia continuamente, le perdite a riposo e soprattutto in movimento sono abbondanti, circa 2-2,5 litri al giorno, l’eliminazione avviene soprattutto con la respirazione, l’urina, la sudorazione e le feci. Per mantenere l’equilibrio, le perdite vanno reintegrate con l’apporto di circa 2,5 litri  di acqua al giorno. Quando si beve si assumono elementi importanti come calcio, sodio, magnesio ecc che a secondo del tipo e della concentrazione possono soddisfare le diverse esigenze di benessere psicofisico. Per chi vuole dimagrire, oltre un programma alimentare appropriato, l’acqua oligominerale è quella più indicata, cioè un’acqua leggera che favorisca la diuresi, l’eliminazione delle scorie con l’urina e quindi la disintossicazione dell’organismo. Quale bere l’acqua liscia, gassata o effervescente? Vanno bene tutte, le acque gassate sembrano dissetare di più, infatti le bollicine agiscono come blando anestetico a livello delle papille gustative, in realtà l’acqua liscia, gassata o effervescente disseta tutta allo stesso modo. L’acqua gassata favorisce la digestione e aumenta il senso di sazietà, deve essere evitata da che ha problemi di aerofagia e gonfiori.

L’acqua va bevuta a piccoli sorsi e in più riprese, mai bere troppo e tutto insieme, per dissetarsi è preferibile bere acqua a temperatura ambiente, simile a quella corporea. Si può bere sia a digiuno che durante i pasti purché si mastichi bene e non si beva quantità eccessive.

Dr.ssa Manuela Di Silvio
Consulente nutrizionale- Farmacista
Rif. Pag. fb Dr.ssa Manuela Di Silvio

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