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Torneo delle Regioni di beach volley, gli albergatori aspettano ancora di essere pagati

Angela D'Addario, amministratrice dell'Hotel Dakar, e Riccardo Pitaccio, responsabile ricezione
Angela D’Addario, amministratrice dell’Hotel Dakar, e Riccardo Pitaccio, responsabile ricezione

“Il 2013 è stato un anno di crisi terribile e il Torneo delle Regioni di beach volley rappresentava una delle poche possibilità di respiro, peccato che abbiamo offerto servizi per cui non siamo stati pagati. Intanto però i costi per offrire quei servizi li abbiamo dovuti sostenere”.
A ricostruire la vicenda che coinvolge diverse strutture ricettive della costa, sono l’avvocato Enzo Carusi, rappresentante legale dell’Hotel Dakar, la signora Angela D’Addario, che ne è l’amministratrice, e Riccardo Pitaccio, responsabile ricezione dell’hotel: “Nel mese di maggio dello scorso anno – ricorda l’avvocato Carusi – il signor Masa che organizza le manifestazioni sportive con il patrocinio del Comune di Vasto ci ha chiesto un allotment di diverse camere per la manifestazione del Torneo delle Regioni di beach volley che si è svolto dal 18 al 21 luglio a Vasto Marina e che per quanto ci riguarda ha coinvolto un centinaio di persone, tra atleti ed accompagnatori che abbiamo ospitato nella nostra struttura. La prenotazione era stata fatta direttamente da Masa, con la conferma tramite e-mail da parte della Fipav di Chieti, cosa diversa da quanto succedeva in passato, quando la prenotazione arrivava dalla Fipav Roma, con la quale non c’è mai stato nessun tipo di problema; l’anno scorso, invece, Masa ci ha comunicato che non si sarebbe occupata della manifestazione la Fipav Roma, ma la Fipav Chieti che avrebbe provveduto poi al saldo, tra i 60 e i 90 giorni dall’emissione della fattura. Così abbiamo fatturato l’importo previsto dal contratto e abbiamo mandato la fattura a Chieti, sia per posta che anticipandola via e-mail. Abbiamo atteso il decorso dei termini previsti e verso la metà di ottobre abbiamo cominciato a chiamare la Fipav Chieti, per avere delle informazioni circa la tempistica per i pagamenti”.

Ma è proprio da questo momento che per l’hotel Dakar (e per altre strutture ricettive della costa) inizia l’odissea: “All’inizio – racconta l’avvocato Carusi – hanno preso tempo dicendo che stavano aspettando dei finanziamenti dalla Regione e aggiornando le comunicazioni a fine ottobre, ma  quando poi ho cercato di parlare con Bisignani, presidente provinciale della Fipav Chieti, sia al numero fisso che al cellulare riportati sul sito, ho trovato sempre altre persone che dicevano di non sapere niente e che il presidente non c’era”. A questo punto, quindi, sono partite le azioni legali: “A metà novembre è partita la messa in mora con raccomandata con ricevuta di ritorno, correttamente tornata firmata, ma a cui non sono seguite comunicazioni da parte loro, quindi ho proceduto a richiedere il decreto ingiuntivo che è stato notificato per compiuta giacenza – quindi non sono andati nemmeno a ritirarlo – e oggi (ieri, ndr) scade il termine dei quaranta giorni per fare opposizione, quindi io da domani sono abilitato a chiedere la posizione della formula esecutiva e poi procedere con l’atto di precetto, con tutte le conseguenze relative. Da come sento dire, però, pare che la Fipav Chieti in questo momento non abbia un soldo, mentre l’hotel Dakar – tra fattura e spese legali – deve avere circa 11mila euro, e abbiamo tralasciato i danni registrati nelle stanze: hanno perfino rotto un televisore”.
La paura più grande all’Hotel Dakar è proprio quella che anche eventuali azioni legali possano risultare inutili, se davvero la situazione finanziaria dell’ente risultasse tale da non permettere il blocco di eventuali liquidità.

Intanto, però, si aggiunge al danno la beffa: “Masa – ha infatti rivelato l’avvocato Carusi – ha già annunciato che la manifestazione si ripeterà l’anno prossimo”, cosa che ha mandato su tutte le furie i responsabili del Dakar, che si appellano all’amministrazione comunale: “Il sindaco, se vuole tutelare i suoi cittadini e gli operatori che qui pagano le tasse, si deve interessare personalmente e parlare con i responsabili di questi enti e avvisarli: cari signori, se non provvedete ai pagamenti a Vasto non ci mettete più piede”.
Il rischio, infatti, è che il Comune si trovi di nuovo a patrocinare un evento che potrà registrare gli stessi problemi; se la Fipav non ha liquidità per pagare gli operatori per l’edizione 2013, difficilmente l’avrà per il 2014, ed altri operatori potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni del Dakar: affrontare spese per la fornitura di servizi e poi non vederseli pagati, come d’altra parte accaduto per l’edizione 2013 anche all’hotel Sabrina e all’hotel Milano di San Salvo, che infatti sarebbero in procinto di avviare anche loro azioni legali per il recupero crediti.
In occasione dell’incontro tra l’amministrazione comunale e gli operatori turistici in merito alla tassa di soggiorno, l’avvocato Carusi ha anche incontrato l’assessore Sputore, che dal canto suo ha potuto solo consigliare di rendere nota la questione ai livelli nazionali della federazione.
Forse, però, l’amministrazione comunale può fare qualcosa di più, visto che la città ha ottenuto visibilità e prestigio dalla manifestazione che il Comune ha patrocinato: intanto il sindaco Lapenna potrebbe accordare ai responsabili del Dakar l’incontro più volte richiesto e poi la stessa amministrazione potrebbe mediare nei confronti della federazione per giungere a una rapida soluzione del problema. Forse può apparire eccessiva la “minaccia” di non accogliere più manifestazioni simili sul territorio vastese, ma è chiaro che – alla luce di quanto accaduto nella scorsa edizione – ci dovrà pur essere una garanzia che certe situazioni non si ripetano.
“Se non ci sono fondi – è l’amara riflessione del legale rappresentante del Dakar – quel torneo è un lusso che non possono certo pagare gli operatori, già gravati da tasse e da una crisi economica che sembra non conoscere fine. Qui non parliamo del terremoto de L’Aquila, a seguito del quale ci sono state centinaia di persone che dovevano essere ospitate per una tragica emergenza, ma stiamo parlando di una manifestazione sportiva”.

Natalfrancesco Litterio

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