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Sulla petrolizzazione più poteri alla Regione

La questione Ombrina Mare non è certamente un capitolo che si chiude con la manifestazione di sabato, che comunque ha rappresentato un segnale forte ed inequivocabile della volontà popolare. Il lavoro duro si giocherà a livello politico ed istituzionale oltreché giudiziario, qualora ve ne fosse bisogno, e su quei tavoli si stanno già muovendo passi decisivi, anche se crediamo non vada dimenticato che se la petrolizzazione sta frantumando le ricchezze del nostro Paese lo si deve alla politica in primis, quindi al bando i processi di beatificazione generalizzata cui potremmo assistere anche a breve.

Una delle iniziative approntate è una proposta di legge regionale firmata da esponenti di Rifondazione Comunista quali Nicola Tinari – consigliere provinciale di Chieti; Paola Cianci – consigliere comunale di Vasto; Andrea Natale – assessore e consigliere comunale di Fossacesia; Gianluca Primavera – consigliere comunale di Guardiagrele: Angelo Orlando – consigliere comunale di Guardiagrele, dai diretti interessati presentato in questi termini:

Il territorio e il mare dell’Abruzzo sono interessati da un pesante attacco delle società petrolifere e i permessi “Ombrina 2” in mare, e “ Agnone 1 e 2” sulla terraferma, sono le più recenti testimonianze.

La legittima opposizione di popolo e istituzioni affoga nella palude burocratica e sconta l’impotenza della politica nazionale che ha costruito un mostro: l’UNMIG – l’ufficio che regola i processi amministrativi, assolutamente autonomo.

Lo stesso tentativo di arginare questa deriva, esiziale per il modello di sviluppo abruzzese, attraverso la richiesta di abrogazione dell’articolo 35 dell’ultima Legge-sviluppo (quella del Ministro Passera), per quanto meritorio, non può essere risolutivo.

La storia della legislazione in materia di energia, soprattutto dal 2004  ad oggi, è storia di semplificazioni e di scorciatoie per gli invasori.

Per risolvere il problema è necessario smantellare il presupposto stesso di questa architettura normativa, allontanando lo spettro di raffinerie, piattaforme ed, anche, elettrodotti.

Questo presupposto, stranamente occultato da tutta la politica, è l’articolo 29 del decreto legislativo 112 de 1998, il decreto che ripartiva competenze e funzioni tra i diversi livelli istituzionali, affidando solo allo Stato la “gestione” del mare!

Per cercare di rimuovere questo macigno, grazie alle prerogative offerte dall’art.121 della Costituzione italiana e dall’art.31 dello Statuto della Regione Abruzzo che consentono di sottoporre alla Regione una proposta di legge da inoltrare alle Camere, i sottoscritti Consiglieri Comunali e provinciali si faranno promotori di presentare una proposta di delibera che indichi il dettato normativo così come in allegato”.

proposta di legge regionale

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