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Petrolizzazione: a Pescara in 40mila hanno detto di no

(foto ansa)
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È stato il giorno del grande NO ad Ombrina Mare ed alla petrolizzazione dell’Adriatico. Oltre 40mila le persone hanno invaso le vie del centro di Pescara per dichiarare apertamente la loro opposizione alle attività di prospezione ed alle pericolose installazioni petrolifere dinanzi il litorale di quella che è considerata la regione verde d’Europa. Si è trattata della più grande manifestazione nella storia dell’Abruzzo alla quale hanno aderito ben 180 tra associazioni, sindacati e movimenti, 47 Comuni, (tra cui quello di Vasto, ma anche Lanciano, S. Vito, Fossacesia e Rocca S. Giovanni)), 17 organizzazioni politiche (come se le colpe di quel che sta accadendo nei mari attorno lo Stivale siano di qualcun altro), la Provincia di Chieti, la Regione Abruzzo, 3 diocesi, 4 parchi nazionali e 7 riserve (tra cui quella di Punta Aderci), così come non sono mancate il WWF, Legambiente, la CNA, Confesercenti, Confcommercio. E c’erano personaggi noti e meno noti: i parlamentari Fabrizio Di Stefano (PdL), Giovanni Legnini (PD), Enza Blundo, Gianluca Castaldi e Gianluca Vacca (M5S), Gianni Melilla (SEL), i consiglieri regionali Riccardo Chiavaroli ed Emilio Nasuti del Pdl, Marinella Sclocco (PD) Maurizio Acerbo di Rifondazione, Franco Caramanico di Sel, Walter Caporale dei Verdi e Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori. Non potevano mancare i presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, e tanti sindaci tra cui il padrone di casa Luigi Albore Mascia e Luciano Lapenna. e non sono mancate rappresentanze del mondo giovanile e dell’entroterra, che hanno dato il senso di quanto il problema abbia importanza e sia sentitissimo per tutte le generazioni e per tutta la regione.

Su Ombrina ormai abbiamo detto e scritto di tutto così come sugli effetti deleteri a livello di salute, di occupazione e di economia che vesserebbero sul futuro di tutto l’Abruzzo. Ora, la voce del popolo si è levata e con un vigore che non aveva mai avuto e con un senso di civiltà ormai perduto in Italia. È stata una manifestazione pacifica e, forse, proprio per questo, anche più forte di quanto siamo ormai abituati a vedere e dal vivo e in tv. Una unità di intenti mai registrata prima per lanciare un messaggio che possa frantumare lo scellerato disegno della Strategia Energetica Nazionale, pur condiviso da Confindustria, assente a Pescara, che, contrariamente a quanto dimostrato da più parti, riterrebbe il progetto valido e condivisibile. Ieri la gente ha detto di no alla visione di Passera e Clini e crediamo che ogni parte istituzionale e non debba rendersi conto di questo giudizio e di questa ferma posizione di diniego e agire nella direzione esplicitata dal popolo.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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