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Regione: ipotesi nuovo polo al centro, mentre il PSI minaccia il PD

Consiglio regionale

Consiglio regionaleCominciano i giochi sullo scacchiere delle prossime consultazioni elettorali regionali ed a farla da padroni sono un po’ i trombati delle ultime parlamentarie: a smuovere le acque sono, infatti, quei consiglieri che vanno ad ampliare le forze all’interno di quel movimento trasversale, dagli interessati definito “federazione di partiti”, denominato Nuovo polo per l’Abruzzo: Camillo Sulpizio, Paolo Palomba e Gino Milano, tutti e tre di recente passati nel Centro Democratico di Tabacci, i finiani Berardo Rabbuffo e Daniela Stati, ed un Antonio Menna, capogruppo dell’UdC, che sembra non trovare proprio pace dopo la candidatura attribuita a Giorgio De Matteis. Secondo alcuni potrebbe essere un primo tentativo di creare un fronte elettorale allineato al centro contro il predominio di Pd e PdL, ma intanto rappresenta certamente un accordo tecnico, dal momento che nessuno dei coinvolti ha rinunciato alla propria rappresentanza in seno alle varie Commissioni ed alla Conferenza dei capogruppo, passaggi obbligatori in caso di una unione politica. Sui possibili sviluppi elettorali, però, alcuni, Menna in primis, tirano il freno: certo è che questi subbugli non faranno dormire sonni tranquilli soprattutto nell’area moderata.

Se nel centro-destra sembra palese la riconferma alla candidatura per Gianni Chiodi, che dovrà lavorare, e non poco, a ricucire gli strappi maturati nella fase di compilazione delle liste per Montecitorio e Palazzo Madama, cominciano le prime querelle nel centrosinistra alla luce di quanto esplicitato nella proposta di legge elettorale maturata in questi mesi. A dare fuoco alle polveri è il PSI, che, attraverso le parole del segretario regionale Massimo Carugno, richiama il Partito Democratico alle proprie responsabilità. In particolare, il j’accuse del numero uno regionale del partito del garofano rosso è rivolto contro la scelta del Pd di appoggiare la tesi di un innalzamento dello sbarramento al 4% per i partiti schierati all’interno di una coalizione, principio che, insieme alla forte riduzione del numero dei consiglieri, determinerebbe una rappresentanza in Consiglio regionale limitata ai soli due grandi partiti. Carugno si spinge anche oltre arrivando finanche a minacciare un futuro candidato governatore del centrosinistra: “Il PD questo tema non lo può discutere e decidere da solo col centrodestra. È opportuno che il PD dica se vuole che attorno al suo candidato Governatore si costituisca una coalizione pluralista che stringe le tante voci del centrosinistra”. Il PSI chiede, dunque, una discussione aperta sulla questione legge elettorale nella quale vengano coinvolti tutti i possibili alleati “altrimenti la percezione è che il PD vuole fare da solo, però con tutto quel che ne deriva per la fase elettorale”.

Potrebbe mancare anche un anno alle elezioni regionali, ma pare evidente come le schermaglie siano già cominciate senza lesinare colpi anche bassi. Presto capiremo anche come saranno mosse le pedine sullo scacchiere vastese dove molti sono coloro che cercano la candidatura per uno scranno all’Emiciclo.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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